La gazzella di 120 chili Mvumbi è già una stella e Shaquille lo celebra
È il protagonista assoluto dei Mondiali di pallamano in Egitto Il suo Congo perde, ma lui spopola. Il post del mito della Nba
ROMA. Si chiama Gauthier Mvumbi, pesa oltre 120 chili ed è già una star. Non di pugilato o di basket, ma di pallamano. Dal fisico e dalla stazza non si direbbe, però questo ragazzone di 26 anni sta dimostrando di saperci davvero fare ai Mondiali di pallamano in corso di svolgimento in Egitto. Gauthier Mvumbi gioca pivot nella Repubblica Democratica del Congo e, all’esordio contro l’Argentina, è riuscito a segnare ben quattro gol. Secondo il sito dell’IHF (International Handball Federation) è alto 1, 92 cm e pesa 110 kg, anche se la stima sembra molto per difetto. Mvumbi ha giocato 11 minuti contro l’Argentina mettendo a segno quattro gol, non serviti però per evitare la sconfitta al Congo, battuto con il punteggio di 28-22. La super prestazione del pivot non è passata inosservata, nemmeno agli occhi di Shaquille ÒNeal, a cui molti hanno paragonato Mvumbi: «dicono che sei lo Shaq della pallamano a squadre, cosa sta succedendo? » le parole della leggenda dell’Nba sui social. Gauthier Mvumbi è nato nel 1994 a Chartres, in Francia, da genitori congolesi ed è cresciuto alla Creteil Handball Academy, giocando con alcuni giocatori arrivati poi in nazionale francese. Lo scorso agosto ha firmato con un club transalpino di quarta divisione, il Dreux AC, venendo poi convocato dal Congo per il primo mondiale in carriera: «non avrei mai pensato di vivere una esperienza simile, quindi devo sfruttare questa occasione al meglio. Il mio obiettivo è divertirmi, devo dare davvero il massimo». L’Africa è la grande protagonista dei Mondiali di pallamano, con la storia legata alla nazionale di Capo Verde. Arrivata in Egitto con soli undici giocatori, ne ha persi due dopo la sconfitta sul campo contro l’Ungheria: infatti, sottoposti a test, sono risultati positivi al Covid, mettendo nei guai anche i magiari che si sono affrettati a fare nuovi controlli. Così Capo Verde si è ritrovata con solo 9 elementi disponibili, quando le regole ne impongono un minimo di dieci per poter giocare. Impossibile farne arrivare altri in Egitto, e nessun tampone negativo a’smentirè gli esiti di quelli precedenti: così Capo Verde non è scesa in campo domenica scorsa contro la Germania e ha avuto partita persa, 10-0, a tavolino. Si sperava in un’miracolò per oggi, visto che alle 18 ora locale era in programma la sfida con l’Uruguay, ma non c’è stato nulla da fare: nuovo forfait, e ancora 10-0 a tavolino, prima vittoria della Celeste sudamericana nel torneo iridato, in cui è esordiente così come Capo Verde e Congo. «Siamo stati battuti da un rivale troppo più forte di noi, il Covid», è stato il commento filtrato dal ritiro della squadra capoverdiana. —
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