Rosso a Varoli, Carpi in dieci: il Matelica piazza il colpo del ko
Il difensore biancorosso espulso al 62’ e subito dopo Volpicelli realizza il gol che decide il recupero di Macerata
Fabio Garagnani
Il Carpi mette altri novanta minuti nelle gambe, utili a ritrovare la miglior condizione dopo lo stop per il Covid e le illusioni generate dalla gara col Ravenna: è l’unico bicchiere mezzo pieno con cui si può tornare dalla trasferta di Macerata, terminata con una sconfitta di misura solo grazie ai miracoli di Rossini. Gozzi e compagni giocano alla pari mezzora, poi soffrono fino a capitolare nel secondo tempo, quando sono rimasti in dieci per l’espulsione di Varoli. Al fischio finale Gozzi e compagni vedono svanire le certezze maturate solo qualche giorno prima, per di più con un Maurizi completamente da rigenerare dopo esser stato buttato nella mischia nel secondo tempo e sostituito già dopo una trentina di minuti a causa di una prestazione sconcertante. Atteso da sempre da mister Pochesci, ora la prospettiva della cessione alla Pistoiese è tutt’altro che remota.
LA CRONACA
Carpi e Matelica se la giocano a viso aperto sin dai primi minuti e a dispetto del risultato, che rimane a lungo ostinatamente inchiodato sullo 0-0, si avvicinano più volte a rompere l’equilibrio. E chissà come sarebbe andata se dopo solo otto giri di lancette Bayeye avesse capitalizzato il perfetto cross di Lomolino invece che impappinarsi ad un paio di metri dalla linea di porta, lasciando di stucco compagni ed avversari, i primi già in procinto di festeggiare, i secondi già con le mani tra i capelli. Rimarrà il rammarico più grande per i ragazzi di Pochesci, scesi in campo senza due pilastri della difesa come lo squalificato Sabotic e l’infortunato Venturi, ma con Ghion e De Cenco recuperati. Proprio quest’ultimo, imbeccato da Bayeye, ci prova ancora dalla distanza, a lato di un paio di metri, ma già dai minuti finali del primo tempo la trama sembra orientarsi su un monologo dei padroni di casa con Rossini convitato di pietra, già in vena di miracoli al 43’ quando ribatte per due volte le conclusioni dal vertice dell’area piccola di Calcagni, che poi ci riprova ma trova Gozzi sulla linea di porta a ribattere.
NON BASTA SAN ROSSINI
La conferma che la partita abbia ormai preso la direzione migliore possibile per i padroni di casa lo si capisce al rientro in campo: il Carpi non riesce ad uscire dalla sua metà campo e lascia a Rossini l’onere di difendere l’equilibrio già al 5’ su Moretti. Mister Pochesci ci prova con i cambi inserendo Ferretti e Maurizi, ma l’esito è sin peggiore anche perché dopo pochi minuti arriva l’episodio che lascia il Carpi in dieci: al 16’ Moretti scappa a Varoli che lo trattiene con le mani atterrandolo al limite dell’area. Per il difensore scatta il rosso diretto. Mentre le solite manone di Rossini respingono la punizione di Volpicelli, il tecnico biancorosso inserisce Bellini per De Cenco e passa alla difesa a quattro col nuovo entrato sul lato destro, Lomolino a sinistra e i centrali superstiti, Gozzi e Ercolani, in mezzo. Neppure il tempo per trovare un nuovo equilibrio che Maurizi perde palla sulla sua trequarti a favore di Balestrero che apre a Volpicelli. Controllo, dribbling e vantaggio Matelica. E fine partita, perché da lì in poi non c’è più traccia del Carpi. Se non tra i pali. Rossini infatti, si supera ancora su Moretti, su Volpicelli in un paio di occasioni e su Alberto. Conclusioni spesso a colpo sicuro, tanto che all’ennesimo intervento più di un avversario allarga le braccia incredulo. Valgono per tener viva la partita, ma solo sulla carta. I lanci lunghi, infatti, sono sempre preda della difesa del Matelica, e altri modi per avvicinarsi alla porta difesa dall’inoperoso Cardinali non ce n’è fino al triplice fischio finale. —
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