«Sicuri che possiamo fare questo cambio?» Roma, le regole e un’altra tragicommedia
Un brutto pasticcio dopo il caso Diawara: effettuate sei sostituzioni. Fonseca in bilico, le suggestioni sono Allegri e Sarri
ROMA. La figuraccia dei sei cambi. Un altro pasticcio regolamentare in casa Roma, che fa ancora più male dell'eliminazione dalla Coppa Italia. Nel finale, dopo la doppia espulsione di Mancini e Pau Lopez, Fonseca fa entrare, oltre Fuzato, anche Ibanez come sesto cambio. Il regolamento, però, ne prevede al massimo 5 e concede alle due squadre ai supplementari solo un'interruzione in più di gioco, ma non amplia il numero di calciatori che possono entrare. Un errore che, in caso di esito diverso del match avrebbe, previsto anche il ricorso dello Spezia per la vittoria a tavolino. Verdetto che, invece, ora potrebbe arrivare direttamente dal Giudice Sportivo. Significativa l’immagine di Pellegrini che chiede al suo allenatore: «Ma questo cambio lo possiamo fare?». Nell'ora più buia da quando è arrivato nella capitale Paulo Fonseca è consapevole di avere ancora qualche residua chances da giocarsi per puntellare una panchina mai così in bilico, tra lo schiaffo nel derby e l'uscita di scena agli ottavi, al primo ostacolo. Sarà proprio lo Spezia, giustiziere di coppa, arbitro del destino del manager portoghese. Che nel match di sabato, questa volta in campionato, non potrà più sbagliare. La Roma è chiamata a una reazione d'orgoglio e a una prova di forza per mettersi alle spalle una settimana terribile.
Dal vertice tra il nuovo general manager Thiago Pinto e la famiglia Friedkin è emersa la volontà di concedere una fiducia a tempo per l'ex allenatore dello Shakhtar Donetsk. «Sono in discussione dal primo giorno che sono qui», ha ammesso non a caso nel post partita Fonseca, in scadenza a fine stagione con rinnovo automatico in caso di qualificazione in Champions League. Il clamoroso errore che costerà ai giallorossi il ko a tavolino - il secondo dopo il caso Diawara con il Verona - ha complicato la posizione del tecnico, che già lo scorso gennaio, alla prima annata nella capitale, aveva vissuto un periodo difficile in termini di risultati. L'attenuante di allenatore esordiente - e per lo più straniero - nel campionato italiano a dodici mesi di distanza però non vale più. Fonseca paga la scarsa capacità di correggere le partite in corsa e le pesanti battute d'arresto negli scontri diretti. Prima della Lazio erano arrivati i tracolli contro Napoli (4-0) e Atalanta (4-1). Sconfitte che a Trigoria non sono passate inosservate.
Sullo sfondo, con la posizione di Fonseca sempre più in bilico, nella capitale circolano già i nomi dei possibili successori. Il sogno - neanche tanto nascosto - della proprietà è quello di convincere Massimiliano Allegri, ancora fermo dopo l'addio alla Juventus, a sposare il progetto tecnico giallorosso. Che però si basa su un periodo a medio-lungo termine in virtù dei conti in rosso della Roma. Più facile arrivare a Maurizio Sarri, tecnico però poco adatto a salire su un treno in corsa. —
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