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L’APPELLO DI MALAGO’ 

«Siamo nel dramma»

«Siamo nel dramma»

«Il governo decida in 24 ore, ne va dell’Italia sportiva»

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ROMA. 24 ore per capire cosa ne sarà dello sport italiano alle Olimpiadi. Il d-day è fissato per domani, il giorno della riunione dell'Esecutivo del Cio che dovrà pronunciarsi su quello che il Cio ha indicato come mancato rispetto della carta olimpica da parte dell'Italia per quanto riguarda l'autonomia del Coni. Un segnale del Governo di Conte - è l'auspicio ribadito ancora ieri dal presidente del Coni, Malagò - in tempi strettissimi, potrebbe evitare quella che in diversi prefigurano come una figuraccia mondiale. In audizione alla Camera, Malagò ha detto che «si può ancora risolvere questa situazione, abbiamo ancora tempo. Il Cio non chiede nulla di diverso da ciò che il governo italiano si è sempre impegnato di fare, per la prima volta il 24 giugno 2019 quando l'Esecutivo ha firmato l'host city contract per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026». Insomma, tutto è nella mani del governo Conte, che alle prese con la crisi ha convocato per oggi un consiglio dei ministri. D figuraccia parlano diverse forze parlamentari, dai renziani Sbrollini e Nencini, a Gasparri di Forza Italia; Rampelli (FdI) chiede rispetto per gli atleti, la Lega attacca Spadafora, Valente dei Cinquestelle chiede un intervento mirato rilanciando la richiesta di intervenire sul personale.

Secondo il presidente del Coni «ci siamo ridotti così perché la società Sport e Salute, diventata emanazione del governo, nel frattempo non ha scorporato le funzioni del Coni: pianta organica e asset. Nell'ambito delle sue funzioni, il Coni non può dipendere da una società del governo. Credo che c'è la volontà di sistemare la situazione ma per colpa della politica questo discorso in 25 mesi non è stato risolto» .Il presidente di Sport e Salute, Vito Cozzoli, sempre in audizione, ha sottolineato che «mai Sport e Salute ha inciso o tentato di incidere sull'autonomia del Coni. Il Cio ci chiede maggiore autonomia o ci chiede una legge? - ha aggiunto Cozzoli - Da quello che abbiamo letto si chiede un ritorno al passato». —

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