L’84% dei club di Eccellenza non vuole ripartire
Presa di posizione netta, in controtendenza rispetto agli orientamenti a livello nazionale: oggi la palla passa al Crer
Giacomo Molteni
Slitta ad oggi, data a cui è stata rinviata l’uscita del comunicato di metà settimana, la posizione ufficiale del Crer in merito alla spinosa questione della ripresa del campionato di Eccellenza. E questo nonostante il Consiglio Regionale indetto ad hoc si sia tenuto martedì sera, 24 ore dopo una riunione in videoconferenza con le società interessate. Il motivo del rinvio è molto semplice: l’84% delle società emiliano-romagnole di categoria presenti (e ne mancavano poche) si è espressa a favore della sospensione definitiva del campionato. Una posizione che potrebbe avere un po’ spiazzato i vertici della Figc regionale non tanto perchè non la condividano (i problemi insiti in una ripresa dell’attività agonistica in piena pandemia e a campagna di vaccinazione appena abbozzata sono sotto gli occhi di tutti), quanto perchè in controtendenza con quello che sembrerebbe l’auspicio in ambito nazionale, per via del fatto che l’Eccellenza è contigua al campionato di Serie D che seppur con fatica si sta disputando, si concluderà e determinerà dunque delle retrocesse, che saranno giocoforza da sostituire con delle promosse. Tra l’altro, alcuni comitati regionali di non poco conto si sono in questi ultimi giorni espressi in direzione opposta. La Lombardia, guidata dall’ex-numero uno del calcio italiano Carlo Tavecchio, ha già reso pubblica una formula basata sul solo girone di andata con ripartenza nell’ultimo week end di marzo e conclusione il 2 giugno. E il neopresidente della FIGC Sicilia Sandro Morgana ha dichiarato: “L’Eccellenza entro la fine di febbraio sono certo che ripartirà in sicurezza e con l’inserimento di qualche turno infrasettimanale riusciremo a chiudere la stagione regolarmente”, ipotizzando addirittura una ripresa a ruota di tutte le altre categorie grazie a un accordo per una disponibilità di tamponi a prezzi davvero accessibili per le società, a loro volta sostenute con somme accantonate ad hoc. E proprio quello dei tamponi da effettuare con regolarità sembra essere il nodo principale della questione per i club emiliani, oltre alla volontà di eliminare le retrocessioni e, per quanto riguarda la Romagna, al vincolo di terminare entro il 2 giugno per esigenze turistiche. Ora il Crer dovrà presentare la sua posizione in seno alla LND, il cui Consiglio Federale è in programma venerdì 5 febbraio, il giorno prima dell’assemblea che eleggerà il presidente del prossimo quadriennio. Da lì dovrà uscire una direttiva comune per tutti i comitati d’Italia, a cui volenti o nolenti ci si dovrà adeguare. —
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