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il caso del derby inter-milan 

Voodoo, mamme, minacce: si scatena la bufera su Ibra

LU.MA.
Voodoo, mamme, minacce: si scatena la bufera su Ibra

Svelate le frasi che lo svedese ha indirizzato a Lukaku scatenando la rabbia e la pesante risposta dell’interista. Tra i due bomber c’è veleno da sempre

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Ibra a Lukaku: “Chiama tua mamma, vai a fare i tuoi riti voodoo di merda, piccolo asino". Lukaku a Ibra: “"Vuoi parlare di mia madre? Perché?". E poi: "Fottiti, tu e tua madre. Parliamo della tua, di mamma: è una p...". E avanti ancora con insulti e minacce. Un ’testa a testa’ rabbioso che ha avuto il torto di varcare i confini della sana lealtà sportiva. La rissa Ibra-Lukaku nel derby di Coppa Italia di martedì scorso non poteva passare sotto silenzio lasciando una scia di polemiche e critiche destinata a non dissolversi in fretta. Perché se le arene del pallone ’regalano’ spesso scene tra rivali poco edificanti come quella vissuta a San Siro, raramente i protagonisti del ring sono due star del pallone, osannati per le loro performance sportive. Un doppio autogol che alla Scala del calcio gli amanti del pallone non pensavano mai di poter assistere. Quei due minuti di follia, condite con parole al velano, pesanti e fuori controllo, che tirano in ballo parenti, madri, origini africane, riti voodoo e fedi religiose, hanno scosso anche la stampa straniera.

«Frasi vergognose» titola Mundo Deportivo sottolineando gli scambi di ’battute’ tra il colosso belga e il capopopolo svedese mentre il ’Sun’ parla di ’infuriati’ allo stadio. I labiali non tradiscono, soprattutto se lo stadio è vuoto causa pandemia e le voci risuonano chiare sugli spalti finendo per essere intercettate anche dai microfoni meno sensibili. E la chiarezza delle loro parole ha contribuito a rendere la vicenda ancora più pesante. I due si sono cercati continuamente per tutto il match, entrambi sono andati a segno ma le reti sono passate in secondo piano lasciando un ombra lunga sul derby.

Conte e Pioli hanno cercato di disinnescare la vicenda, Ibra ha chiesto scusa ai compagni per il suo atteggiamento rissoso ma il danno di immagine dei due resta e il giudice sportivo con ogni probabilità interverrà con pesanti squalifiche. Lo svedese ha risposto alle polemiche con un tweet con l’obiettivo di fare un passo indietro, smorzare i toni di una notte infuocata e respingere le accuse di razzismo: «Nel mondo di Zlatan non c’è posto per il razzismo. Siamo tutti della stessa razza, siamo tutti uguali. Siamo tutti giocatori alcuni meglio di altri».

L’origine dello scontro arriva da lontano, dai tempi del Manchester United. I termini ‘voodoo’ e ’madri’ sguainato da Ibrahimovic all’indirizzo di Lukaku tanto da provocargli una dura reazione si riferisce all’affermazione del proprietario dell’Everton, Farhad Moshiri nel gennaio del 2018 secondo cui Lukaku avrebbe lasciato i Toffees dopo che uno stregone, contattato dalla madre, gli aveva consigliato il Chelsea. Lukaku negò quelle accuse minacciando di citarlo in giudizio.

E Ibra, dodici anni più grande del belga, ha pensato bene di riaccendere quella vicenda. Eppure da come riporta la stampa inglese Ibahimovic e Lukaku da compagni di squadra all’Old Trafford durante la stagione 2017/18, sembravano all’inizio avere un buon rapporto fatto anche di stima reciproca. Nel 2019, Lukaku dichiarò al sito web dello United che «tutto quello che ho imparato da Zlatan è stato fantastico, dalle sue storie che mi ha raccontato quando era all’Inter, al Milan, al Barcellona e persino all’Ajax, allo stare sul campo a lavorare con lui, vedendo come era competitivo. È bello avere la sua personalità nello spogliatoio».

Della serie, c’eravamo tanto amati. Ibra poi se ne andò negli States, a giocare nella Msl. In comune i due talenti irascibili avevano anche lo stesso procuratore, Mino Raiola, che il belga ha poi deciso di mollare nel 2018 per affidarsi all’agenzia del rapper Jay-Z. —

LU.MA.

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