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Il 2021 iniziato col freno a mano tirato, ora il Sassuolo deve cambiare marcia

Andrea Fratti
Il 2021 iniziato col freno a mano tirato, ora il Sassuolo deve cambiare marcia

Nel nuovo anno i neroverdi hanno raccolto solo 5 punti, frutto di una vittoria e di due pareggi: per l'Europa bisogna accelerare

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Quest’anno il Sassuolo non si è mai nascosto: dirigenti, allenatore e giocatori hanno sempre sottolineato come l’obiettivo stagionale sia migliorare il piazzamento dello scorso campionato e centrare l’ingresso in Europa. Il traguardo è ambizioso, ma è comprensibile alla luce delle prestazioni offerte nel 2020 e degli sforzi societari, mirati a mantenere in Emilia tutti i gioielli della rosa, cercando anche di rafforzare l’organico. Al momento, dopo aver superato il giro di boa della stagione, quanto è distante il Sassuolo dal bersaglio? Sta rispettando la tabella di marcia? I neroverdi stanno disputando una stagione molto buona, tanto da aver creato aspettative crescenti sul proprio rendimento e, soprattutto, tanto da aver abituato ad un certo tipo di calcio divertente e propositivo. Il confronto con le prime 20 giornate dello scorso campionato parla chiaro: la squadra di De Zerbi ha fin qui raccolto 9 punti in più, eppure, nonostante tante buone cose, ci sono anche segnali preoccupanti, che suonano come campanelli d’allarme. I neroverdi, infatti, sono reduci da un periodo di appannamento, che può avere molte cause (infortuni, caratura degli avversari, stanchezza…), ma che sta sicuramente pesando sull’andamento nella generale: in questo 2021, il Sassuolo ha raccolto solo 5 punti, frutto di una vittoria e di 2 pareggi. Per sognare l’Europa, ci si può permettere altri mesi di andamento incerto? La Serie A, dopo una prima fase interlocutoria, inizia a definire le sue gerarchie e questo è un momento in cui le big dimostrano di aver trovato una quadratura, imponendo un ritmo di marcia molto sostenuto: chi non riesce ad adeguarsi, è destinato a perdere terreno. Il Sassuolo, per rimanere attaccato al gruppo Europa, deve abituarsi ad una logica spietata: per competere non basta fare bene, bisogna fare sempre meglio degli altri. Nel girone di ritorno, solo 6 squadre hanno fatto peggio del Sassuolo e una lo ha eguagliato (Udinese), quindi tutte le altre hanno rosicchiato punti ai neroverdi; in alto, le prime 7 della generale hanno innestato un’altra marcia: nelle ultime 5 uscite, tutte le big hanno incamerato da un minimo di 8 (Inter e Atalanta) ad un massimo di 15 punti (Lazio). Se i punti sono il primo e più importante fattore da considerare, vale la pena analizzare anche altri indicatori, che rivelano la distanza tra il Sassuolo e le big. Tra Inter, Milan, Roma, Juve, Napoli, Lazio e Atalanta, il Sassuolo ha la seconda peggiore difesa dopo la Roma, avendo incassato fin qui 30 reti; questo dato è migliore rispetto a quello dello scorso campionato (35 gol nelle prime 20 gare del 2019-20), ma il margine con le altre squadre va ancora assottigliato. Se la fragilità della fase difensiva era ipotizzabile, ecco che è anche l’attacco a viaggiare sorprendentemente sotto le aspettative: il Sassuolo ha segnato meno rispetto ai primi 7 in classifica; con le 33 reti messe a referto, la squadra sta viaggiando sullo stesso binario dello scorso anno (quando erano 32 gol segnati), ma non tiene il ritmo degli altri attacchi, in particolare di quelli di Milan, Inter, Roma, Atalanta e Napoli, già oltre quota 40 centri. La crescita rispetto al passato c’è, ma non è ancora sufficiente per l’Europa: serve uno scatto deciso e non più passi falsi. —


 

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