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Disastro Carpi: umiliato a Fano E il ‘sogno’ Barbuti ne fa due

Fabio Garagnani

Prova sconcertante dei biancorossi presi a pallate dai marchigiani in versione... Brasile. Gara senza storia, rosso a Venturi 

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Fabio Garagnani

Il Fano spiega al Carpi quanto sia ancora lunga la strada che porta alla salvezza e riporta indietro i biancorossi di tre caselle, alla gara di San Benedetto, ultima trasferta e gara d’esordio di mister Foschi sulla panchina. Una gara chiusa già nel primo tempo e un 4-0 che rispecchia inesorabilmente quanto visto in campo, con un Carpi costantemente rannicchiato nella sua area, gli attaccanti lontanissimi dal resto della squadra, gli esterni in balia delle scorribande avversarie, i centrali difensivi senza aiuti e Ghion malinconicamente lasciato solo a cercare un dialogo con i compagni che non arriva mai. Al confronto il Fano sembra il Brasile, tanto da permettersi anche un gol, il secondo, innescato da due colpi di tacco consecutivi e mettere a referto un palo e un gol annullato per gioco pericoloso su Rossini. L’esordio in campionato che mister Foschi concede a Emanuele Offidani, quando il Carpi è in dieci per l’espulsione di Venturi, sembra quasi un’invocazione alla tregua rivolta al Fano e al papà Enrico, presidente dei marchigiani. Lui sì ha più di un motivo per sorridere.

DOMINIO FANO

In casa biancorossa si sperava che la pur fortunosa vittoria interna col Mantova avesse indicato la strada per uscire dal guado. Al ‘Mancini’ di Fano si palesano invece tutte le fragilità mentali di una squadra passata nel giro di pochi giorni attraverso due concetti di calcio quasi opposti, dal difendersi tenendo gli avversari lontani dall’area di rigore, al difendersi con gli avversari dentro l’area. Sin dai primi minuti di gioco si capisce che per il gol del Fano è solo questione di tempo. Nei 16 metri biancorossi fioccano cross da destra e soprattutto da sinistra, dove Ferrara guadagna la linea di fondo con disarmante facilità. La rete di Carpena che spezza l’equilibrio è un concentrato di errori: sul lancio di Ferrara dalla propria trequarti, Gozzi è fuori posizione e lascia lo spazio al centrocampista granata su cui Fofana è in ritardo e su cui nessun’altro difensore si preoccupa di chiudere. La conclusione è strozzata e mal calciata, ma Rossini non può nulla se non guardare la palla infilarsi beffardamente in rete. Il raddoppio è una trama da spiaggia di Rio de Janeiro: colpo di tacco di Ferrara, colpo di tacco di Barbuti, sinistro impietoso di Nepi. Sul terzo, a pochi istanti dall’intervallo, è Venturi a farsi anticipare in area dal colpo di testa di Barbuti. Il Carpi? Un tiro da 20 metri abbondanti di Ferretti messo in angolo da Viscovo.

BARBUTI FA DOPPIETTA

Il tecnico biancorosso prova a cambiar volto alla squadra già nell’intervallo passando alla difesa a quattro e ad un 4-4-2 che in fase offensiva dovrebbe diventare un 4-2-4, con Giovannini a sinistra, Marcellusi a destra, De Cenco e De Sena punte centrali. Non c’è neanche il tempo per capire come e quanto possa funzionare il nuovo assetto perché al 6’ il Carpi si fa ancora infilare da un lancio dalla trequarti avversaria e Venturi tocca Barbuti nel momento della conclusione. Cartellino rosso per il centrale difensivo e calcio di rigore che realizza lo stesso attaccante, a lungo corteggiato da via Marx nella sessione di mercato appena chiusa. Senza troppa voglia di infierire il Fano prende poi un palo con Ferrara, e si vede giustamente annullare il quinto realizzato da Montero per una carica sul portiere di Barbuti. Il Carpi? Un destro alle stelle di De Cenco dal vertice dell’area piccola. —

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