Grand’Italia: è finale Fognini e Berrettini matano gli spagnoli
Atp Cup, oggi sfideremo la grande Russia Il ligure batte Carreno, il romano Bautista Agut
Se manca Nadal diventiamo favoriti è così conquistiamo la finale dell'ATP Cup. All'Italia bastano due singolari per mandare al tappeto la Spagna e qualificarsi per la finale dove affronteremo la Russia di Rublev e Medvedev. Merito di un Fognini geniale e ispiratissimo e di un Berrettini che ha sfoderato il suo campionario di armi intelligenti e contundenti. Ma anche di un gruppo unito e duro, plasmato da Vincenzo Santopadre, e che alla fine si è sciolto in un abbraccio e in un canto corale che la dicono lunga sul significato della manifestazione. Fognini nel primo singolare supera Carreno Busta per 6-2 1-6 6-4 poi Matteo Berrettini ha la meglio su Bautista Agut 6-3 7-5. Fognini ha messo in campo una di quelle prestazioni da stropicciarsi gli occhi. Meraviglioso nel primo set, nel quale ha trovato qualsiasi taglio, angolo, accelerazione, Fabio è stato poi frenato dalla pioggia. Quattro gocce impreviste, cadute sul 6-2 1-0 in suo favore, che hanno portato a 40’ di sospensione. Alla ripresa, dopo la chiusura del tetto il ligure ha cominciato ad alternare vincenti da applausi ad errori gratuiti, mentre l’asturiano indossava i panni della formichina, sbagliando il minimo indispensabile e incamerando il secondo set. Nel terzo parziale Fabio cambiava di nuovo racchetta, trovando finalmente il feeling con le corde e con le condizioni di gioco indoor. Il ligure otteneva subito il break, strappando il servizio a Carreno con un dritto inside out accompagnato dal boato dalla panchina azzurra, poi non sfruttava la palla per il 3-0 con doppio break, ma trasformava quella del 4-1. Un piccolo calo di intensità di Fognini riportava in partita lo spagnolo, che si avvicinava pericolosamente sul 4-3, prima che Fabio ritrovasse la verve e l’intraprendenza del primo set e portasse a casa il primo punto con tre splendidi vincenti consecutivi nell’ultimo game. Uno più bello dell’altro: dritto, volée di dritto e magnifica stop volley di rovescio per il 6-2 1-6 6-4. Berrettini super carico parte bene e brecca lo spagnolo nel terzo gioco e concedendo a Bautista la miseria di 4 punti alla battuta prima di chiudere il parziale 6-3 con l’ennesimo servizio vincente. Dopo le prove di forza contro Thiem e Monfils, i riflettori della John Cain illuminavano anche la prova di nervi e di testa con Bautista. Decisa sul filo grazie ad un passante di diritto vincente che mandava Berrettini a servire sul 6-5 e poi, grazie al solito apporto delle mattonelle scagliate a 212 km/h dalla Head Extreme di Matteo, che impacchettava la sfida in un’ora e 25 per 6-3 7-5. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
