Un’umiliazione ovale Prendiamo 40 punti dai maestri francesi Smith: «Cresceremo»
Troppo forti i transalpini, l’Italia manca soprattutto in difesa Il coach: «Palla in mano ok, in altri aspetti bisogna crescere»
Alessandro Cecioni
I bookmakers del rugby sanno di cosa parlano. Davano la sconfitta dell’Italia con 40 punti di scarto, è finita 10 a 50, con sette mete dei francesi (Cretin, Fickou, Dulin, Vincent, Dupont, man of the match, e due volte Thomas) e una dell’Italia (Sperandio). Franco Smith ci mette mezz’ora a capire che la sua idea di mettere prima la squadra più debole e poi quella più forte non è delle migliori e, cosa mai successa, al 30’ escono Riccioni e Rimpelli, esordiente richiamato all’ultimo secondo dalla tribuna per un problema di Traoré. «Il piano era questo – dice il ct azzurro Franco Smith – dovevo far giocare Rimpelli, all’esordio, e Riccioni che praticamente in questa stagione ha fatto solo una partita. Hanno fatto bene, solo che hanno potuto fare solo una mischia, un po’ poco».
Una cosa dobbiamo dare a questa Italia, ha cercato di giocare il possesso con fasi multiple, aprendo il prima possibile i palloni sui tre-quarti cercando di fare arrivare la palla il prima possibile a Ioane, ariete australiano alla seconda presenza azzurra. «Palla in mano abbiamo fatto bene – dice ancora Smith – certo se si guarda solo al risultato le cose sono andate male, ma, ripeto, io ho visto una grande volontà di attaccare. E anche le mete che abbiamo subito sono venute da turn over, in tre casi, e da nostri errori». Abbiamo solo il 76% di placcaggi portati a termine (27 errori su 113 tentativi), una statistica impietosa. «E’ vero che in difesa ci sono ancora cose da mettere a posto, ma per varie ragioni non possiamo allenarci con un contatto troppo violento, dobbiamo salvaguardare i giocatori. Sono sicuro che la prossima settimana faremo meglio». In effetti i primi tre punti azzurri, calcio piazzato di Paolo Garbisi, sono arrivati dopo diciotto fasi di attacco, una cosa che non si vedeva da molto tempo. E sarebbe arrivata anche un’altra meta se Varney non avesse passato in avanti il pallone a Ioane dopo una bella incursione dalla parte chiusa. E bene è andato Brex, altro esordiente, con un break al 4’ minuto che avrebbe potuto portare l’Italia avanti purtroppo nessuno si è presentato al suo fianco per permettere un riciclo.
La seconda meta francese è arrivata sugli sviluppi di una touche di penalità che i francesi avevano ottenuto per un palese fuorigioco di Bigi. «Mi assumo tutta la responsabilità, ero entrato nel raggruppamento per bloccare l’uscita del pallone, ma ho sbagliato», dice il capitano azzurro. Ci sono stati degli errori di lancio in touche. «Nella prima touche a nostro favore nei loro 22 hanno difeso bene – dice ancora Bigi – e in molte altre occasioni abbiamo fornito buoni palloni alla linea arretrata». Il problema sono state due touche tirate lunghe da Lucchesi appena entrato, due occasioni d’attacco sprecate. «Si sono stati errori tecnici – ammette il tallonatore livornese – loro sono un pacchetto che mette sotto grande pressione, è stata una partita molto dura. Ma queste partite sono quelle che permettono di crescere».
ITALIA: Trulla; Sperandio, Zanon (4' st Canna), Brex, Ioane; Garbisi (36' pt Canna; 1' st Garbisi), Varney; Lamaro (19' st Ruzza), Meyer (11' st Mbandà), Negri (19' st Palazzani); Sisi (19' st Cannone), Lazzaroni; Riccioni (31' pt Zilocchi), Bigi (19' st Lucchesi), Rimpelli (31' pt Fischetti). FRANCIA: Dulin; Thomas, Vincent, Fickou (19' st Carbonel), Villiere; Jalibert, Dupont (19' st Serin); Aldritt (19' st Jelonch), Ollivon, Cretin; Willemse (19' st Taofifenua), Le Roux; Haouas (13' st Aldegheri), Marchand (6' st Bourgarit), Baille (13' st Gros).
MARCATORI: nel pt 6' Cretin m Jalibert tr, 11' Jalibert cp, 19' Garbisi cp, 27' Fickou m Jalibert, 30' Vincent m Jalibert tr; nel st 9' Dulin m Jalibert tr, 14' Dupont m Jalibert tr (3-38), 16' Thomas m Jalibert tr (3-45), 25' Sperandio m Garbisi tr (10-45), 14' st Thomas m Jalibert tr (10-50). Note: man of the match: Dupont. —
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