Leo Shoes, ecco la “bolla” Bertoni: «Una grande sfida vinta da Modena Volley»
«Organizzare un evento così importante in questa stagione colpita dal Covid è il nostro piccolo scudetto e va considerato un vero successo di squadra»
Fabio Rossi
Giovane e bravo, molto bravo tanto da meritarsi la fiducia incondizionata di Catia Pedrini e Andrea Sartoretti che qualche mese, fa, più o meno con queste parole, devono avergli detto “Ragazzo, abbiamo un compito per te, c’è una “bolla” di Champions League da organizzare al PalaPanini ”. Qualcun altro si sarebbe spaventato di fronte ad una simile richiesta, ma a lui, Enrico Bertoni, dirigente della società più prestigiosa del mondo, dal 2015 responsabile dei rapporti con la Cev, le sfide piacciono e oggi può finalmente presentarsi dai suoi datori di lavoro con espressione sorridente e un bel “Signori, ci siamo”.
«Vediamo come andrà, riparliamone venerdì sera, quando tutto sarà finito, ma siamo contenti e orgogliosi, certo, questo sì: uso il plurale perché nessuno al mondo avrebbe potuto organizzare da solo un evento del genere, quindi il merito non è solo mio, questo è un vero successo di squadra, di tante persone e colleghi, insieme abbiamo superato piccoli e grandi problemi fino al via libera ricevuto dalla Cev».
Il senso di appartenenza di Enrico emerge dal modo in cui pronuncia più di una volta la parola squadra.
«Non è retorica, credetemi, la “bolla” nasce da lontano, cioè da quando a novembre la società decise che sarebbe valsa la pena tentare di regalare una chance in più ai ragazzi e allo staff tecnico che vanno in campo. Da lì è iniziato un processo di acquisizione che ha comportato la partecipazione, oltre che del sottoscritto, di una dozzina di persone che lavorano nei nostri uffici: tutti ci hanno messo qualcosa, per questo domani, quando gli arbitri fischieranno l’inizio del primo match saremo davvero emozionati».
Reso onore al club è il momento di entrare nei dettagli, quelli che fanno sempre la differenza.
«A novembre i quattro club della Pool D hanno presentato un loro progetto per ospitare la bolla, alla fine la Cev ha scartato quello dei russi e ha premiato Roeselare e noi. Io sono stato in Belgio in dicembre con la squadra per capire bene tutto quanto occorresse per replicare son successo la bolla a Modena».
Curiosi di cosa possa comportare organizzare un evento del genere? Allora leggete qui di seguito.
«Le squadre sono arrivate tutte ieri, Kermerovo alla Malpensa, Varsavia a Bologna e Roeselare a Linate: ogni delegazione è stata accolta da un pullman della Sacabus e ha a disposizione un autista e un dirigente dedicati che la seguirà 24 ore al giorno vivendo nella bolla».
Albergo requisito,
«È stato scelto il Best Western Modena District di Campogalliano: come da disposizioni del protocollo Cev ogni squadra ha di fatto un piano riservato e una sala per pranzo e cena, si esce solo per allenamenti e partite: l’hotel in questa settimana diventerà una piccola capitale della pallavolo europea».
Anche la Leo Shoes in clausura.
«Il fatto di essere la società ospitante non esime Modena dal fatto di doversi rinchiudere nella bolla, da oggi i ragazzi e tutto il gruppo squadra vivrà tra hotel e palasport dove ci siamo inventati anche uno spogliatoio esclusivo per ogni squadra che verrà sanificato al termine di ogni allenamento e partita».
Capitolo tamponi rapidi.
«Uno è stato fatto ieri all’arrivo in albergo a ogni delegazione e il successivo verrà effettuato dopo 48 ore e cioè domani al termine della prima giornata».
E un occhio ai costi.
«Le norme della Cev prevedono che le squadre si paghino i viaggi aerei e l’albergo, ma lo sforzo fatto è comunque notevole nell’ordine di qualche decina di migliaia di euro».
Uno sguardo al Palazzo.
«Le delegazioni sono numerose, non solo atleti e staff, i russi sono arrivati in 26, Varsavia 22, e Roeselare 21, da oggi io e gli altri ragazzi di Modena Volley condivideremo tutto con loro, sarà una bella esperienza».
E infine la speranza.
«Mi piacerebbe che i ragazzi ci regalassero i quarti di Champions, se lo meritano loro e, credo, lo meriteremmo anche noi in società dove si lavora come una vera azienda, ma con la passione di chi è felice ogni giorno di esserci». —
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