L’appello di Tazzioli: «I giovani hanno bisogno di giocare»
L’87enne presidente della Fonda Pavullese: «Il calcio è un fondamentale compagno di crescita e i ragazzi devono poterlo ritrovare al più presto»
Daniele Montanari
PAVULLO. «Il calcio è un fondamentale compagno di crescita, e i ragazzi devono poterlo ritrovare al più presto, al di là del professionismo». A lanciare un appello per la ripresa dei campionati minori è Giuseppe Tazzioli, presidente dell’Asd Fonda Pavullese Calcio, la nuova squadra (allenata da Filippo Jim Tonelli) sorta a settembre nel centro montano per dare a tanti giovani (l’età media del gruppo è molto bassa) la possibilità di vivere il lato più gioioso dello sport in terza categoria. Una sfida in cui “Tazzio”, con i suoi 87 anni, si è lanciato con grande generosità, animato dalla passione sportiva che ha sempre avuto nella sua vita. Ed è una sofferenza vedere tutto fermo, da mesi.
«Se cominciassero a levarsi un po’ di voci tra i non professionisti, facendo fronte comune, forse riusciremmo a smuovere qualcosa - sottolinea - e ad avere una ripresa delle attività magari con sostegno istituzionale nella fornitura dei tamponi per il monitoraggio costante dei giocatori, una spesa che altrimenti metterebbe in difficoltà molte squadre. Il calcio oltre che socialità è valvola di sfogo, e i giovani ne hanno bisogno dopo tante restrizioni. So che noi come terza categoria siamo indietro nella gerarchia, per fare delle richieste. Ma non penso solo alla mia squadra, penso ai ragazzi in generale: se non si vuole fare ripartire tutto subito, almeno lo si faccia con l’Eccellenza, l’alto livello dilettantistico subito dietro ai professionisti, per dare un segnale anche a questo mondo».
«Ci sono delle società contrarie alla ripartenza perché si ritrovano con delle rose corte dopo aver dato giocatori alla serie D - nota il segretario Matteo Ballocchi - ma anche questa può diventare un’opportunità per mandare avanti dei giovani, dando loro un po’ di vetrina. Ripartire dall’Eccellenza significherebbe iniziare il ritorno alla normalità».
Ma come “smaltire” le partite arretrate per poter validare il campionato? «C’è chi suggerisce di giocare solo il girone d’andata con playoff e playout - spiega Matteo - noi siamo più per una seconda ipotesi: portare a termine il calendario regolare con turni infrasettimanali, perché andiamo verso la bella stagione e il rischio di rinvio delle partite per maltempo è molto minore. Si può pensare anche di giocare in assenza di pubblico, ma ci si può organizzare anche con spettatori ridotti e distanziati».
«Il calcio sta mancando tanto ai ragazzi, alle famiglie ma anche al futuro stesso del professionismo - chiosa Tazzioli - ci avviciniamo ormai alle due stagioni compromesse, e con esse gli allenamenti. Il rischio è quello di perdere un periodo formativo troppo lungo, con gravi ripercussioni sulle ambizioni dei ragazzi e le prospettive di crescita di tutto il circuito dilettantistico. Che è sempre l’anticamera del professionismo». —
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