Non prendere gol va bene se vale la legge di farne uno più degli altri
Dopo la partita di Ravenna è scattato l’allarme per la cronica astinenza da gol dei gialli. Alla buon’ora. Mignani ha ammesso che la fase offensiva deve crescere, concetto ribadito da Pergreffi e Luppi il quale, appena arrivato, ha subito intuito dov’è il problema. Il Modena è un gigante in fase difensiva, parlano i numeri e non le opinioni, ma quando si tratta di attaccare, pur controllando il pallone con un minutaggio superiore agli avversari, spara con le pistole ad acqua e, come al Benelli, non spara nemmeno: una mezza girata di Luppi al 10’ e la traversa di Tulissi al 68’ il bilancio offensivo dei canarini. La società in estate aveva messo a disposizione di Mignani uno dei principi del gol della categoria, Stefano Scappini, rinforzando il reparto con Costantino e Monachello, ottimi giocatori per la C, e confermando Spagnoli. Ma il gol resta un tabù. Mignani accontentato anche a gennaio: via Costantino (subito due gol a Vercelli), dentro Davide Luppi e Pierini, ragazzo di prospettiva cresciuto nel Sassuolo. Lampo di Luppi con la Triestina, il nulla a Ravenna. Perchè non bastano i nomi per far gol e nemmeno Sodinha, con tutto il suo talento, o per lui Tulissi, o Gerli con le sue incursioni, possono risolvere il problema improvvisando. Gli avversari bloccando Gerli e Sodinha spengono il Modena in un attimo. Parla il campo, non l’opinione.
Dalle prime battute di campionato, comunque, si è sottolineato come il Modena non producesse una manovra offensiva organizzata al pari di quella difensiva: in situazioni simili gli attaccanti finiscono per annegare. E con loro i due interni di turno considerata la rotazione costante delle mezzali. Castiglia e Prezioso hanno gol nei piedi, li ha anche Corradi e pure Muroni potrebbe farsi sentire, ma non ci sono soluzioni e movimenti sincronizzati con gli attaccanti per favorire conclusioni da fuori o inserimenti. Padova, Sudtirol e Perugia segnano a grappoli, il Modena pensa a non prenderle e se arriva un gol è benedetto. Ma per vincere un campionato, o restare in lotta per la B fino alle fine, deve valere anche la legge di farne uno più degli altri. Ora bisogna cambiare mentalità ed effettuare una metamorfosi che a metà campionato, e anche un po’ oltre, è difficile da compiere. Ma gli uomini non mancano per provarci, semmai anche provando altri moduli come il 3-4-3.—
P.V.
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