La Leo Shoes si butta via: vince Varsavia
Modena va sul 2-1, la reazione dei polacchi ribalta il match Per qualificarsi ai gialloblù oggi serve un punto col Roeselare
Fabio Rossi
La Leo Shoes si butta via e cede 3-2 al Verva Warszawa dopo una maraona di due ore e venti minuti. Una bella occasione persa per festeggiare la qualificazione ai quarti di finale di Champions League, che è comunque solo rinviata. Per tagliare il traguardo a Christenson e compagni sarà sufficiente un punto contro il Roeselare. Esultano anche i polacchi che grazie a questo successo possono superare il turno in caso di vittoria con qualsiasi punteggio contro il Kemerovo.
La partita
Bella e intensa, fin dal primo set. Giani conferma lo starting six che ha battuto Kemerovo, Anastasi promuove titolare Kwolek al posto di Szalpuk in zona 4. I polacchi sono molto più squadra e più concreti dei russi e la mettono subito sul punto a punto, la Leo Shoes è però talmente galvanizzata dal successo ottenuto 24 ore prima da prendere ben presto in mano le redini del gioco. Christenson trova in Lavia e Petric i terminali efficaci del giorno precedente, mentre Vettori, ben marcato a muro, fatica a trovare soluzioni vincenti sia in attacco (2 errori 3 muri subiti) che in battuta (3 gli errori). “No problem”, perché Christenson domina la scena e dall’altra parte della rete, Superlak, collega di reparto di Vettori, 2 su 8 in attacco, non fa certo sfracelli. Ne nasce un set a strappi, con Modena che allunga una prima volta sul 13-10, per essere ripresa sul 13-13, poi sul 18-15, nuovo aggancio sul 18-18, prima di staccarsi definitivamente dal 21-19 al 25-20 e cambiare così campo sull’1-0.
Set numero 2
Polacchi già chiamati ad elevare il loro livello di gioco se non vogliono compromettere partita, bolla e qualificazione. Ci provano gli uomini di Anastasi, dimostrando carattere. Per tre volte trovano il doppio vantaggio fino al 12-10. Ad ogni allungo degli ospiti, però, arriva sempre puntuale la replica di Modena, con Mazzone e con Christenson che fa pentole e coperchi per tenere in parità la sua squadra. Il capitano pesca anche l’ace del sorpasso: 15-14. Modena, ancora una volta trova il jolly dopo avere anche sofferto: Giani chiama Karlitzek e gli ordina “Vai in campo e fai quell’ace che ci serve”. Il tedesco recepisce ed esegue: +2, 21-19. Lavia firma il 22-20, poi subisce il muro del 22-22, ma un attimo dopo mette a segno il 23-22. Grebennikov, sul 23-23, contrattacco dei polacchi da zona 4 e muro a 1 di Modena, addomestica una palla impossibile per gli umani e Vettori trasforma del 24-23, palla del 2-0. Qui però la Leo Shoes spreca. Mazzone sbaglia battuta. Kwolek lo imita ed è set ball numero 2 per Modena sul 25-24, ancora un servizio out di Vettori. Grobelny ribalta tutto e dà il set ball ai polacchi(26-25) che contengono Petric e chiudono ancora con Grobelny: 27-25, 1-1. Si riparte da zero.
EQUILIBRIO DA SPEZZARE
Modena tenta la fuga nel set numero 3 e si porta sul 4-1, i polacchi si dimostrano tosti e non mollano: 7-7. Cosa è importante quando l’avversario non cede di un centimetro: fare bene le cose semplici. Stankovic ci mette il muro su Grobelny e un attacco vincente e stavolta Modena ha un vantaggio importante: +4, 15-10. Grobelny crolla sotto il servizio di Petric, Modena va 17-12, poi 19-13, prima di rallentare il ritmo e subire un break di 0-3 che la costringe a soffrire fino al 25-22 conclusivo. Match acceso anche sotto rete, Christenson si becca un giallo dall’arbitro dopo qualche storia dialettica troppo tesa tra Vetrori e Kwolek.
ULTIMO SFORZO
Quarto set e Varsavia che va all’arrembaggio fuggendo sul 13-7, Giani toglie Vettori e inserisce Buchegger. Polacchi sul 16-10 e 17-11, dentro anche Karlitzek per Lavia. Mosse che non riescono a cambiare l’andamento del parziale in pugno a Varsavia che lo chiude 25-18 e porta Modena al quinto set.
Giani conferma le scelte anche nel tie break che gioca con Buchegger e Karlitzek. Polacchi carichi e avanti subito di un break (4-2), poi addirittura a +4 sul 10-6, prima di chiudere con merito 15-10 con Trinidad De Haro. —
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