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Dominik Paris scatenato è la speranza dell’Ital-Jet Le Frecce danno spettacolo

Dominik Paris scatenato è la speranza dell’Ital-Jet Le Frecce danno spettacolo

Modificato il percorso della Vertigine. Al via e molto  quotato Innerhofer Il tricolore più lungo del mondo nel cielo delle Dolomiti 

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In questi ultimi anni sono stati i ragazzi e le ragazze jet a far sognare l'Italia dello sci alpino. Ma a Cortina, dopo tre gare veloci già disputate, gli azzurri sono ancora a secco e pesa sempre più la forzata assenza di Sofia Goggia. Oggi c'è l'ultimo appello con la discesa uomini sulla micidiale pista Vertigine. Tocca così a Dominik Paris salvare l'onore azzurro. Le premesse per una altra grande impresa di Domme ci sono però tutte. Dopo l'infortunio grave di un anno fa, Paris è tornato infatti progressivamente in forma, sempre più sicuro e sciolto sugli sci, tanto da vincere a Garmisch l'ultima libera di coppa una settimana fa. Ma non è tutto: Dominik ha anche dominato entrambe le prove cronometrate della vigilia sui 2.610 metri della Vertigine. La prima lo ha fatto saltando però, come parecchi altri atleti, almeno un paio di porte a causa del tracciato troppo macchinoso. Così, furioso, al traguardo Domme aveva protestato duramente chiedendo, insieme ad altri big dell'alta velocità, una modifica della tracciatura ritenuta troppo lenta in passaggi chiave dove si costringeva a brusche frenate («sembra uno slalom gigante» aveva detto il campione svizzero Beat Feuz).

Sono i passaggi all'attacco e all'atterraggio del salto Vertigine e di quello successivo del salto Ghedina. Fis ha dovuto prendere atto, giustificandosi e spiegando di aver voluto soprattutto pensare alla sicurezza degli atleti. Il tracciatore della Federazione, l'austriaco Hannes Trinkl, ha così dovuto modificare (molto più di un semplice ritocco), la sistemazione delle porte incriminate creando maggiore distanza e più larghezza, senza costringere gli atleti a brusche frenate.

Coì Dominik Paris in 1.39.57 è stato il più veloce anche nella seconda ed ultima prova in vista della discesa iridata di domani. Dietro di lui l'austriaco Max Franz in 1.39.70 e terzo lo svizzero Beat Feuz in 1.39.93.

«Ogni tanto bisogna anche farsi sentire ed alzare la voce quando le cose non vanno. Io l'ho fatto ed i risultati si sono visti: nell'ultima prova si filava via benissimo, senza problemi», ha commentato soddisfatto l'azzurro.

Insomma con queste premesse ci sono tutte le condizioni ideali perché Paris possa fare sino in fondo la sua parte. Che è quella da numero 1. I rivali saranno i soliti austriaci capitanati da Matthias Mayer con Vincent Kriechmayr e Max Franz. Ma senza dimenticare lo svizzero Beat Feuz, il trionfatore di Kitzbühel che di Domme è grandissimo amico ma che in gara non guarda in faccia nessuno. Per l'Italia ci sono poi Florian Schieder 5/o in 1.40.01 e prontissimo per un posto in squadra, e Matteo Marsaglia 7/o in 1.40.21.

In gara per l'Italia con loro ci sarà il pure il sempre quotatissimo Christof Innerhofer. «Ai mondiali i piazzamenti servono a niente. Conta solo il podio. Io andrò al cancelletto - ha assicurato Inner - per fare la mia parte.

La modifica della tracciatura è stata decisamente positiva, non solo per noi ma credo anche per gli spettatori». L'Italia si gioca le sue carte migliori. —

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