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Il Carpi al “luna park” di Arezzo e Pochesci va subito a punto

Fabio Garagnani

Giovannini si scatena e con Varoli porta i biancorossi sul 3-1. I toscani reagiscono e catturano il pareggio nel finale con Piu 

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Fabio Garagnani

arezzo.Il Pochesci bis riporta tutti al Luna park. Dalla roulette del ‘Città di Arezzo’ escono un pareggio pirotecnico e un finale di gara in cui succedono ‘cose da pazzi’. Sul pareggio dei padroni di casa, infatti, la panchina biancorossa esegue gli ultimi due cambi concessi, ma Rossini è a terra per le conseguenze dello scontro di gioco ed è costretto ad uscire tenendosi la spalla. Finite le sostituzioni, tocca a De Cenco infilare i guantoni e mettersi tra i pali, mentre il Carpi difende in dieci con le unghie e con i denti quanto conquistato fino a quel momento. Sabotic e compagni erano scappati una prima volta ed erano stati ripresi allo scadere del primo tempo. Una seconda volta ad inizio ripresa con l’uno due a firma Varoli-Giovannini prima di chiudersi in area e lasciare che l’Arezzo completasse la rimonta nel finale con un gol confezionato da due ex: Carletti nel ruolo di rifinitore e Piu in quello di realizzatore. Da lì e fino alla fine degli interminabili nove minuti di recupero, è toccato a De Cenco prendersi le luci dei riflettori con due uscite temerarie ma efficaci.

LA PARTITA

Sembra mettersi subito in discesa per il Carpi che passa dopo soli 6’: sul lancio di Ghion, Giovannini brucia tutti e da posizione defilata tenta un tiro cross sul quale Pinna pasticcia gettandola nella propria porta con la complicità di Sala. L’Arezzo reagisce, sfiora il gol con Piu, murato da Varoli, e con Pinna, bravo Rossini, mentre il Carpi produce buone azioni fino alla trequarti, dove non trova mai né l’ultimo passaggio né la conclusione. Due tiri dalla distanza di Cutolo sono il preludio al pareggio di Altobelli, che dopo un ping pong in area si trova la palla sui dieci metri e infila, complice la deviazione di Sabotic. Un tentativo di Pinna dalla distanza chiude il primo tempo. Il Carpi parte forte al rientro e ritrova il vantaggio con Varoli, che irrompe su corner sul secondo palo sfruttando il tocco di Gozzi, e poi il terzo con Giovannini che fa secco Sbraga e in diagonale infila Sala. Pochesci difende il doppio vantaggio rimpolpando il centrocampo con Bellini e si rinchiude nella sua metà campo, ma dopo pochi minuti l’Arezzo accorcia sfruttando un errore in uscita di Rossini capitalizzato a due passi da Pinna. Stellone si gioca tutte le sue carte con l’ingresso di Cerci e Belloni e all’86’ trova il meritato pareggio sul ponte di Carletti e l’inzuccata da due passi di Piu. Rossini rimane a terra proprio mentre dalla panchina ordinano gli ultimi due cambi. Finisce col Carpi in dieci e De Cenco tra i pali, ma l’Arezzo non centra più la porta.

IL CARPI DI POCHESCI

E’ stato davvero come riavvolgere il nastro di venti giorni. Ad Arezzo i biancorossi hanno ritrovato gli stessi pregi e difetti che ne avevano caratterizzato l’inizio di stagione. Il gioco che parte dai centrali difensivi, gli strappi di Ghion e Giovannini, la relativa facilità ad arrivare al limite dell’area avversaria senza riuscire a trovare il tempo e il modo per la conclusione. Un impianto tattico che vive su equilibri sottili e concede il fianco agli uno contro uno, ma che rappresenta l’identità su cui il Carpi ha costruito la sua classifica. E quella con cui dovrà arrivare ai 40 punti che valgono la salvezza. In toscana regge un’ora, poi si trasforma in bunker quando Pochesci inserisce Bellini per Mastour. E’ comunque un primo mattoncino che vale di più di quanto non dica la classifica di un Arezzo condannato ogni giornata all’ultima spiaggia. —

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