Le Terre di Castelli si riconfermano èlite
Il club del presidente Galli premiato dal Settore federale «Allenatori top, attenti alla formazione e non ai risultati»
Terre di Castelli, World Child e Sassuolo: sono le uniche tre scuole calcio che possono fregiarsi del riconoscimento “èlite” garantito dal Settore giovanile e scolastico della Figc. Tecnici patentati per ogni categoria, un coordinatore di alto profilo e adesione a progetti che escono dal campo di calcio per entrare nella società: ecco le priorità per conquistare una qualifica che fa rima con professionalità. Nelle scorse settimane i tre club sono stati premiati dal presidente del Crer, Simone Alberici e dal responsabile regionale del Settore Giovanile e scolastico, Massimiliano Rizzello.
A guidare Terre di Castelli c’è il presidente Francesco Galli, ora a capo di un progetto unitario di settore giovanile che ha messo insieme Vignola, Marano e fino allo scorso anno Spilamberto. «Abbiamo sfruttato il momento opportuno – spiega Galli – e la presenza di dirigenti illuminati quali Sergio Giusti e Oscar Marchi. Possiamo vantare tutti allenatori patentati in ogni categoria, coordinati per il settore agonistica dal direttore tecnico, Giorgio Panini, e per la scuola calcio da Nicola Stefani, che da quest’anno ha sviluppato anche una collaborazione con la federazione».
E sui campi di Terre di Castelli si vedono spesso i tecnici dei centri federali territoriali. «Vengono per fare sedute con i nostri tecnici; quest’anno è già accaduto in almeno quattro occasioni e visto anche il tema della pandemia credo che sia un grande senso di vicinanza da parte della federazione. Il progetto mi piace molto perché solo lavorando sui ragazzini si possono proporre percorsi formativi di eccellenza».
Lavoro e formazione sono le stelle polari di Terre di Castelli, mentre i risultati non entrano tra le priorità immediate. «Lavoriamo con Sassuolo, Bologna, Modena e Carpi – spiega Galli – e alcuni nostri ragazzi giocano nei club professionisti. Significa che il lavoro è positivo e i metodi pure. Non cerchiamo per forza i risultati, non è la nostra missione altrimenti avremmo bisogno di investimenti diversi e pulmini che fanno la spola in tutto il comprensorio per prendere i giovani più forti. No, noi proviamo a crescerli in casa».
Il Covid ha messo a dura prova il percorso calcistico. «Eppure non ci siamo mai fermati, garantendo attività individuale. Adesso occorre buonsenso e ce lo stiamo mettendo. La scelta di ripartire di Csi e Uisp mi pare forzata. Abbiamo bisogno di certezze perché vogliamo trasmetterle ai genitori, non servono iniziative estemporanee. Torneremo a fare partite non appena ci sarà una finestra utile con contagi bassi e sicurezze sanitarie». —
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