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Carpi in ansia per Rossini Domani contro il Sudtirol toccherà a Pozzi o Rossi

Fabio Garagnani
Carpi in ansia per Rossini Domani contro il Sudtirol toccherà a Pozzi o Rossi

Ad Arezzo il portiere titolare si è lussato la spalla destra e non si sa ancora se sarà necessario un intervento Oggi la risonanza magnetica 

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Fabio Garagnani

In casa biancorossa sono ore di apprensione per Andrea Rossini. Il portiere, vittima di una lussazione alla spalla destra rimediata nei minuti finali della gara di Arezzo, ha dovuto rinviare alla giornata odierna la risonanza magnetica necessaria a definire i contorni dell’infortunio. Ieri il giocatore ha effettuato una visita specialistica nella vicina Rubiera, non ha dovuto avvalersi di un tutore e non sentiva dolore. Ciononostante non si può escludere a priori la necessità di una l’operazione, eventualità che potrebbe significare la fine della stagione. Sarebbe infatti costretto ad attendere almeno un paio di mesi prima di allenarsi, mentre il ritorno in campo verrebbe probabilmente posticipato alla prossima annata. Se invece si optasse per una terapia conservativa, resa molto più complicata dalle implicazioni del ruolo, potrebbe bastare un mese. A questo proposito ci sono due precedenti nella storia recente biancorossa che vanno in entrambe le direzioni.

INGLESE E LOMOLINO

Il primo precedente che torna alla mente è quello di Roberto Inglese, che nel 2014 vestiva la maglia biancorossa in B e venne operato alla spalla destra. Per il suo ritorno sul terreno di allenamento ci vollero 68 giorni, 104 per ritornare a disputare un incontro ufficiale. Il secondo è molto più recente e riguarda Matteo Lomolino proprio in questa stagione. L’esterno si infortunò a Mantova e ritornò a tempo di record dopo soli venti giorni. In questo caso non fu necessaria l’operazione, ma un’azione di rinforzo alla spalla destra effettuato con un elettrostimolatore fornito dalla NCS, società del presidente Mantovani e del socio Fantuzzi. Lomolino non smise mai di correre, perse quattro partite e tornò a disposizione di Pochesci alla vigilia della partita contro il Cesena. Sia in un caso che nell’altro, nel caso di Rossini i tempi sono comunque destinati a dilatarsi, viste le sollecitazioni a cui è sottoposta la spalla di un portiere rispetto a quelle di un giocatore di movimento.

POZZI O ROSSI

In attesa di capire il futuro del suo portiere titolare, mister Pochesci dovrà decidere a chi affidare il ruolo di sostituto. Sia Alessio Pozzi che Matteo Rossi hanno già dato una buona prova di sé quando il tecnico li chiamò in causa per sopperire alla squalifica di due giornate ricevuta da Rossini contro la Vis Pesaro. Curiosamente, Pochesci decise di concedere un’opportunità a testa ed entrambi seppero sfruttarla molto bene. Pozzi difese i pali contro la Triestina e in quel 2-2 non ebbe colpe sui gol, sfiorando il miracolo sul secondo centro alabardato, quando respinse il colpo di testa di Tartaglia pochi centimetri al di là della linea di porta, perlomeno secondo il discusso giudizio dell’arbitro. Una settimana dopo toccò a Rossi nell’acquitrino di Verona: nonostante le condizione avverse il numero 12 biancorosso risultò il migliore in campo, mantenendo la porta inviolata. Toccherà a uno di loro, domani contro il SudTirol, non far rimpiangere Rossini. Michael Venturi e Caio De Cenco, costretti ad improvvisarsi portieri rispettivamente a Pesaro e Arezzo, per questa volta dovranno aspettare. —



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