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«Zaytsev? Si è scusato il giorno dopo... Fossi in Modena mi terrei stretto Lavia»

Fabio Rossi
«Zaytsev? Si è scusato il giorno dopo... Fossi in Modena mi terrei stretto Lavia»

Il tecnico del Verva Warszawa a ruota libera dopo la recente bolla di Champions League al PalaPanini 

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Fabio Rossi

Il personaggio è di quelli con la “P” maiuscola: non si guidano quattro nazionali per caso, del resto, nella vita, e, soprattutto, non ci si siede due volte sulla panchina degli azzurri se non rientri in quella ristrettissima cerchia degli allenatori “top” di ogni epoca.

Andrea Anastasi, mantovano di Poggio Rusco, ma “modenese dentro per sempre”, ha appena vissuto al PalaPanini l’esperienza della “bolla” di Champions League dove stava per regalarsi l’ennesimo capolavoro di una straordinaria carriera.

«Non mi ci fate pensare, ragazzi, per favore, davvero... sono passati alcuni giorni, ma a volte mi capita di rivivere per un attimo quell’inizio del quinto set contro Kemerovo....».

Anastasi è il coach di Varsavia che aveva battuto Modena arrivando poi ad un soffio, anzi a nove punti dalla qualificazione, il giorno dopo nel match contro i russi.

«Sapete perché sorrido ripensandoci? Perché a mandarci a casa alla fine è stato Zaytsev con quel turno di battuta all’inizio del quinto set e Ivan l’ho fatto esordire io da schiacciatore con la maglia azzurra. Sul fatto poi che i russi avrebbero fatto giocare i titolari e che si sarebbero impegnati alla morte per non perdere non avevo dubbi, a nessuno piace perdere, specie a una squadra russa contro una polacca».

Un attimo e poi Anastasi aggiunge un aneddoto.

«La mattina dopo, prima di lasciare Modena e rientrare in Polonia, ho ricevuto un messaggio simpatico sul telefonino: era proprio di Ivan e mi diceva “scusa, coach, mi dispiace davvero tanto”. Ormai però la qualificazione se ne era andata».

I quarti di Champions invece li giocherà Modena.

«Ho sentito molte critiche verso la squadra di Giani, ma non dimenticatevi che aveva giocato una grande bolla in Belgio, non ha rubato nulla e Modena dovrebbe essere felice di avere una squadra che avanza in Europa».

Ora però c’è Perugia sulla strada dei gialloblù.

«Si gioca in due partite, chiaro che non sarà favorita, ma la Leo Shoes è un avversario fastidioso per tutti, lo sarà anche per Perugia e non credo le capiterà quello che è successo contro Roeselare, giocherà mentalmente libera, Perugia la qualificazione alle semifinali dovrà sudarsela».

Proprio il nome di Perugia è stato accostato a quello di Andrea Anastasi per la prossima stagione.

«In passato avevo parlato con loro e con il presidente Sirci, ma all’epoca avevo un contratto in essere in Polonia, per ora non ci sono stati contatti diretti».

Ma lei tornerebbe in Italia?

«Alleno in Polonia ormai da dieci anni, Varsavia è una città bellissima dove mi trovo molto bene, devo dire anche che l’Italia resta sempre l’Italia, grande campionato, livello sempre alto».

Strani incroci, almeno secondo il mercato che vorrebbe Leon sul punto di trasferirsi in Polonia.

«Credo che in questo momento proprio Varsavia sarebbe una delle poche società anche in Polonia che potrebbe permetterselo, un fenomeno come lui desta sempre l’interesse degli sponsor e finisce per pagarsi da solo. Con i miei dirigenti in questo periodo parliamo sempre di un “Piano A”, per grandi ambizioni, e un “Piano B” per mantenerci sempre ad un ottimo livello. Io ho un altro anno di contratto a Varsavia, sono in rapporti ottimi col presidente e vedremo insieme cosa fare».

Intanto Modena si prepara ai playoff che sono ormai dietro l’angolo.

«Io a Modena farei sempre massima attenzione, hanno un sistema di gioco che ti costringe a far punto, la vittoria te la devi conquistare, non è facile per nessuno batterli. E lasciate perdere una volta per tutte la sciagurata partita con Roseselare».

Di Modena chi l’ha impressionata di più sia in Champions che nei match che ha potuto seguire.

«Parlare di Grebennikov sarebbe facile, anche di Christenson... io spezzo una lancia per Lavia. Sono rimasto colpito dalla crescita di questo ragazzo che gioca adesso con la tranquillità di un veterano. Se penso che ha solo 21 anni mi sento di dire questo, fossi in Modena io me lo terrei ben stretto.

È vero che Varsavia potrebbe essere la prossima destinazione di Karlitzek?

«Ho chiesto notizie di Moritz qualche tempo, in una squadra di un certo tipo giocatori come lui fanno sempre molto comodo».

Anche in una squadra che avrà Ngapeth e Leal?

«Chi vive nella pallavolo da tempo sa che in un reparto, specialmente in quello degli schiacciatori, ci vogliono almeno tre elementi che possano essere potenzialmente titolari, questo ovviamente se hai ambizioni, per cui, ragazzi, ribadisco, io Lavia eviterei di cederlo».

Come si vive a Varsavia il momento difficile causato dalla pandemia?

«Noi siamo ancora fortunati, in fondo facciamo vita quasi normale, tutto è in funzione dell’allenamento e della partita, il periodo più brutto per noi è stato nel girone di andata, quando avevamo fuori cinque-sei giocatori e abbiamo perso alcune partite di fila, adesso le cose vanno meglio, mi spiace solo non poter giocare la fase finale della Polonia, da cui siamo esclusi. Preferirei quasi arrivare alla post season da sesto, perché eviteremmo le più forti nei primi turni. Ho fiducia nella mia squadra e vorrei proprio giocare un grande playoff, quello che ci è stato impedito un anno fa. Allora avevamo tutto per vincere, ma la stagione venne fermata definitivamente. Un po’ quello che accade a Modena che aveva davvero uno squadrone impressionante che poteva puntare allo scudetto». —

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