Novak Djokovic il cannibale degli Australian Open Nove successi consecutivi
Nove finali ed altrettanti successi agli Open d'Australia. Nella Rod Laver Arena di Melbourne Novak Djokovic si conferma re indiscusso. Un'ora e 53 minuti sono bastati al n.1 del mondo per impartire una lezione gratuita di gioco al russo Daniil Medvedev, battuto 7-5, 6-2, 6-2. A 33 anni il campione serbo ha messo in mostra non solo una forma strepitosa (alla faccia del Covid), ma anche la solita grande tecnica, unita ad una feroce concentrazione. Il premio è il 18/o titolo del Grande Slam, che lo ha riportato a due sole lunghezze dal record detenuto dal duo Roger Federer-Rafael Nadal. Se al terzo turno, contro lo statunitense Taylor Fritz poi battuto in cinque set, Djokovic era apparso in difficoltà ieri ha sopraffatto l'avversario puntando anche sulla forza fisica. Medvedev ha perso la seconda finale importante dopo gli US Open 2019 e ha visto la sua serie di 20 vittorie di fila interrotta bruscamente. La sua resistemza è durata il tempo del primo set. Subito in partita, Djokovic ha approfittato dell'inizio esitante dell'avversario per portarsi sul 3-0 in appena 8 minuti. Medvedev però ha ritrovato il servizio e la solidità negli scambi prolungati, fino a risalire sul 3-3. Quando il match è sembrato stabilizzarsi su un piano di parità, il serbo ha accelerato di nuovo il ritmo mettendosi in tasca il set con il risultato di 7-5. In apertura di secondo set Djokovic ha perso il servizio, ma si è prontamente rifatto infilando quattro game consecutivi. Una racchetta, fracassata, ha fatto le spese della frustrazione di Medvedev, regolarmente passato sulla seconda palla di servizio fino al 6-2. Nel terzo «Djoko» ha sprintato ancora (3-0). Appena una pausa, che ha permesso a Medvedev di tenere il servizio. Ma ormai il danno era fatto. Il 25enne moscovita ci sperava, avendo prevalso in tre dei suoi ultimi quattro incroci con Djokovic. Soprattutto si sentiva forte dei 20 successi consecutivi tra il 2020 e l'inizio del 2021, vincendo al Masters di Parigi, al Masters di fine anno, poi all'ATP Cup con la Russia, prima della finale di Melbourne.—
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