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la rivoluzione tattica del mister 

La svolta di Mignani ha riacceso il Modena

Paolo Vecchi
La svolta di Mignani ha riacceso il Modena

Per 23 partite col “rombo”, poi il cambio di modulo che ha fruttato  9 punti, nuovi protagonisti in zona gol e il recupero in classifica

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Paolo Vecchi

Il bravo allenatore è quello che, pur seguendo un proprio orientamento tattico, riesce ad attingere al massimo dal proprio organico di giocatori per farlo fruttare al massimo. Anche a costo di rivedere il proprio credo nel sistema di gioco adattandolo alle caratteristiche dei propri uomini o più in generale del gruppo a disposizione. Michele Mignani ha una rosa importante ed eclettica, allestita da Matteassi con il placet di Cesati e Sghedoni, che gli permette di scegliere a che gioco giocare. Ha due trequartisti importanti e duttili come Tulissi e Sodinho, punte da gol e lavoro come Luppi e Spagnoli, un bomber da area come Scappini e un altro attaccante fantasioso come Monachello. La difesa è tra le migliori d’Europa e può schierarsi a tre o a quattro senza difficoltà per la qualità dei suoi interpreti: Zaro, Pergreffi e Ingegneri in categoria hanno pochi rivali, Mattioli, Bearzotti, Mignanelli e Varutti possono agire sia da terzini bassi che come esterni in mediana. In regia c’è l’erede di ‘Hannibal’ Milanetto, Fabio Gerli, e a centrocampo uomini come Castiglia, Muroni, Prezioso e Corradi interni di sostanza, ma anche dal gol facile. Proprio questo è stato il reparto più sacrificato nel modulo “a rombo” soprattutto in ottica offensiva, problema che è andato a discapito degli stessi attaccanti. Per 23 giornate in cui il Modena è stato anche primo e a ridosso della vetta, Mignani ha mantenuto fede al 4-1-2-1-2, ma di fronte a un momento di crisi generata dall’incapacità di segnare e che poteva costare molto più cara dei punti e delle posizioni perse in 5 giornate da incubo, il tecnico ha saputo prendere il toro per le corna cambiando, o meglio variando ad hoc, il sistema di gioco. Con il Matelica, lunedì scorso, è spuntato il 4-3-3 che ha scatenato il primo poker, modulo confermato nella vittoriosa trasferta di Salò con la Feralpi nel turno infrasettimanale. Domenica passaggio, e ci riferiamo alla formazione di partenza, al 3-5-2 poi variato a gara in corso con il ritorno al 4-rombo-2: altro poker e due centrocampisti, Muroni e Castiglia, ancora a segno. Nel momento più difficile della stagione, Mignani è intervenuto saggiamente aprendo nuovi sbocchi in una fase offensiva che era diventata asfittica. Ha ritrovato le reti degli attaccanti - manca ancora Scappini all’appello - e rigenerato gli interni di ruolo finalmente capaci di esprimersi anche in zona gol e non solo in contenimento. In una settimana ha superato la prova del nove: 9 punti, 9 gol, ritorno al secondo posto e distacco dalla vetta ridotto da sei a 4 punti in un campionato che è ancora tutto da giocare. A cominciare da sabato quando il Modena scenderà al Curi per un faccia a faccia col Perugia, terzo col Suditrol ma con due gare in meno, che al cospetto quello tra Ibra e Lukaku sembra un buffetto. —

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