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Dalla Città dei Ragazzi al Modena 

Riccardo Vaccari sulla strada di papà Davide. E lo supera

P.V.
Riccardo Vaccari sulla strada di papà Davide. E lo supera

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la storia

Di padre in figlio. Con le stesse maglie, quella della Città dei Ragazzi e poi del Modena. Il padre è Davide Vaccari, il figlio è Riccardo Vaccari che domenica nei minuti finali della partita tra Modena e Samb ha avuto la soddisfazione di fare il suo esordio in prima squadra. Battendo anche papà che in prima squadra non era riuscito ad esordire. Davide Vaccari, infatti, classe 1968, attaccante cresciuto nella mitica “Cdr”, viene acquistato dal Modena quando ancora era un Giovanissimo. Mancino, fortissimo di testa e dalla struttura fisica importante, inizia la trafila delle giovanili fino ad arrivare alla Primavera allenata da Franco Cresci. Per il pallone rinunciò al tennis tavolo dove era un talento di interesse nazionale. Siamo agli inizi degli anni ‘80 e in quel settore giovanile ci sono anche Roberto Santini, altro ragazzo cresciuto alla Città dei Ragazzi, e Giovanni Piacentini con il quale Davide aveva ingaggiato fior di battaglie, prima di approdare in gialloblù, nelle sfide tra Cdr e Young Boys, la società in cui giocava Piacentini, il più grande talento del calcio modenese fino all’esplosione di Luca Toni. Davide arriva fino ai confini della prima squadra , poi lascia la maglia gialloblù e inizia un percorso nel calcio dilettantistico. Sposa Mara con la quale ha due figli: Valeria e Riccardo. Che gli ha subito telefonato dopo la gara con la Samb raccontandogli l’emozione del debutto. Anche Riccardo è cresciuto nella Città dei Ragazzi per poi andare a Sassuolo, tornare alla Cidi e finire al Modena.

«Sono felicissmo per Riccardo - dichiara Davide - è una soddisfazione enorme per lui e anche per me. È stata una bella cosa che Mignani, dopo Gobbi, abbia fatto esordire anche lui e che il Modena dimostri attenzione nei confronti dei ragazzi del vivaio. Da papà sono orgoglioso di lui sia per quello che sta facendo nel calcio, ma anche per come è nella vita. Frequenta la quinta al Wiligelmo e ha la media del sette nonostante il calcio lo impegni molto. Come calciatore non mi assomiglia tanto, ma sono il suo primo tifoso». —



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