Fofana: «Domani una sfida dura, ma con Pochesci il Carpi si salva»
Enrico Ronchetti
E' la vigilia di una delle partite più delicate dell'anno in casa Carpi. Domani arriva infatti al Cabassi la Fermana per un lunch-match che al Carpi non può assolutamente andare indigesto. La sfida contro i marchigiani arriva in un momento delicato del campionato dei biancorossi che, dopo aver ritrovato punti e morale con il ritorno in panchina di Sandro Pochesci, sono però riscivolati a Cesena in una sconfitta senza appello. Che ha riabbassato l'umore della truppa e soprattutto reso quelli con Fermana e Legnago (mercoledì) due autentici scontri salvezza da non fallire. Perchè se alla spalle non corrono, il Carpi deve però tornare a muovere la classifica – possibilmente a passi di 3 – se non si vuole ridurre ad un finale di stagione thrilling.
Ne è consapevole Lamin Fofana, uno dei tanti ex di questa sfida che tra una parte e l'altra ne mette di fronte ben sette: “Mi aspetto una gara dura e divertente, la Fermana è aggressiva con esterni bravi nell’uno contro uno. E’ una squadra diversa rispetto all’andata quando vincemmo 1-0 ma solo su calcio d’angolo - ha detto Fofana al portale marchigiano youtvrs - Con mister Pochesci si gioca a uno o due tocchi massimo, sono convinto che riusciremo a salvarci. La parentesi del cambio d’allenatore e non è stata facile, ma la stagione è positiva anche se in questo momento la classifica non lo sta dicendo”. La classifica infatti dice che il margine tra il Carpi e la zona playout è ancora di 5 punti, ma le squadre alle sue spalle si sono assottigliate alle ultime cinque più la sola Imolese. Un panorama che non concede ulteriore margine d'errore.
DAL CAMPO. La settimana tipo si è svolta senza intoppi per i biancorossi, con Pochesci che ha praticamente tutto il gruppo a disposizione ad eccezione di Rossini e Martorelli e del giovane Mancini. Si va dunque verso una conferma di buona parte dell'11 che ha giocato le ultime tre gare, con possibili cambi solo in avanti dove Ferretti e De Sena incalzano Mastour e De Cenco. —
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