Eccellenza in bilico Anche Gravina adesso è dubbioso
Il presidente della Figc porterà l’argomento nel Consiglio federale di venerdì «Se non si può ripartire bisogna dirlo, basta attese»
«Dobbiamo essere molto seri e responsabili, se non si può ripartire bisogna essere onesti e dire a tutti che bisogna fermarsi perché continuare a mantenerli sulla graticola è un gravissimo errore». Che si stia parlando del campionato di Eccellenza non è sorprendente, perché è ormai dall’inizio dell’anno che si discute sull’opportunità di terminare o meno una stagione quasi abortita sul nascere. Il fatto è che stavolta ad esprimersi così non è un presidente di società o un gruppo Facebook di giocatori, ma il numero uno del calcio italiano Gabriele Gravina, ai microfoni di Radio 2.
Il che, alla “vigilia” del Consiglio Federale (venerdì 5 marzo) che dovrà prendere la decisione definitiva in merito (è il punto 8 dell’ordine del giorno), non annuncia grandi spiragli positivi…
Ma se lo stesso Gravina il 5 febbraio scorso dichiarò di aver chiesto all’allora ministro Spadafora di far ripartire l’Eccellenza, che cos’è cambiato da allora? La risposta è semplice: il tempo a disposizione per disputare qualcosa che almeno in parte somigli a un campionato. Come detto il via libera, se arriverà, ci sarà venerdì. Sino ad allora, ha precisato due giorni fa la Lega stessa in una nota, la disciplina degli allenamenti rimarrà la stessa fissata dal vigente Dpcm, cioè con sedute “individuali”.
Il passaggio agli allenamenti di gruppo con conseguente apertura degli spogliatoi immaginiamo poi debba avere anche un avvallo governativo; ma da chi? Il “ministro” di cui sopra non c’è più, e non è stato sostituito; i 39 sottosegretari da pochi giorni in carica coprono tutti gli ambiti tranne uno: lo sport. Per tappare il “buco” dovrebbe essere questione di giorni se non di ore (si parla dell’ex presidente della Lega Serie B Andrea Abodi), ma in ogni caso, è un altro piccolo intralcio. Ipotizzando dunque una ripresa degli allenamenti di gruppo non prima dell’8-9 marzo, almeno un paio di settimane di lavoro alle squadre verranno date; si ripartirebbe dunque domenica 21 ma più probabile il 28 marzo. Sempre che i finanziamenti richiesti dai club per coprire i costi del necessariamente rigido protocollo sanitario siano stati garantiti. Insomma, che abbia ragione Gravina? —
MOMO
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