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La sfida tra Luna Rossa e New Zealand slitta dopo il 10 marzo

La sfida tra Luna Rossa e New Zealand slitta dopo il 10 marzo

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Il rinvio era praticamente scontato, dopo l'innalzamento da due a tre del livello di allerta Covid da parte del Governo neozelandese, in seguito ad alcuni casi di positività riscontrati nel comprensorio di Auckland. L'inizio della finale che assegnerà la 36/a Americàs Cup, fra i detentori di New Zealand e gli sfidanti di Luna Rossa, è stato posticipato almeno fino a mercoledì 10 marzo. L'aspetto più interessante sulla nuova collocazione dell'evento riguarda la termica, più delle strategie evolutive che i due team - in particolare quello italiano - realizzeranno nel tentativo di rendere la barca ancor più performante. In altre parole, secondo le previsioni meteo, se la serie di finale (si gareggerà al meglio delle sette sfide) fosse scattata il 6 marzo, i ' kiwì avrebbero avuto sulla carta un vantaggio non indifferente, dato dalla misurazione dell'intensità del vento, previsto sui 21 nodi: tutti gli esperti sono convinti che New Zealand sia favorita dai venti forti. La Luna di Bertelli-Sirena si sarebbe quindi trovata a inseguire fin da subito. Oggi erano previste le operazioni di stazza, dopo le quali entrambi i contendenti avrebbero dovuto presentare un certificato dettagliato con le caratteristiche tecniche delle imbarcazioni, in modo da consentire ai commissari di ratificarne la conformità al regolamento. Al termine delle operazioni di stazza non sarà più possibile apportare modifiche strutturali alle barche (scafo, albero, foil o chiglia). I team lavoreranno comunque sullo sviluppo delle barche e Luna Rossa avrà un altro vantaggio: quello di avere verificato in acqua pregi e difetti del proprio AC75, ma soprattutto di averlo fatto durante le selezioni e la finale della Prada Cup. Le nuove operazioni di stazza dovrebbero svolgersi domani, pertanto i due team avranno due giorni in più per apportare qualche modifica: Luna Rossa ha già lavorato sui foil e sulle vele, ma c'è chi parla di 'asso nella manicà da parte dei neozelandesi, assai esperti di Americàs Cup, non a caso sono i detentori. —

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