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Addio ad Andrea Nannini, campione globale di Modena

Fabio Rossi
Addio ad Andrea Nannini, campione globale di Modena

Aveva 76 anni, si è spento ieri dopo lunga malattia, oro alle Universiadi 1970 Ha vinto 1 scudetto a Firenze e 3 con la Panini che ha poi guidato da allenatore

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Fabio Rossi

Campione sublime in campo, dove non era un semplice giocatore, ma leader assoluto, arrivato ad un passo dallo scudetto anche da allenatore, Andrea Nannini se ne è andato ieri all’età di 76 anni dopo una lunga malattia. “Uno tra i tanti” talenti espressi da una città che vive sotto rete, ma anche “tra i tanti uno”, perché è stato il primo vero campione “globale” espresso dalla pallavolo italiana. Erano gli Anni Sessanta e quel ragazzo nato a Formigine il 12 dicembre 1944 di strada ne aveva già fatta tanta. Appena 17enne ecco la maglia della Minelli dove dimostrò subito di essere uno che ci sapeva fare: la chiamata della Ruini, squadrone di Firenze, non arrivò inaspettata e lui non si tirò indietro. Andò con un sogno e lo realizzò conquistando lo scudetto nel 1968.

«C’erano tanti ottimi giocatori allora in Italia, ma nessuno bravo come lui, per questo io, Pietro Peja e il Commendator Giuseppe Panini decidemmo di portarlo nella nostra squadra».

Leo Novi, storico dirigente gialloblù ha attraversato mezzo secolo di pallavolo ed è forse il personaggio più indicato per raccontare ai più giovani chi è stato davvero Andrea Nannini.

«Noi eravamo appena saliti in Serie A e vedemmo in lui il fuoriclasse necessario non solo a far crescere quella “giovane Panini”, ma a portarla a vincere in fretta. Andrea faceva la differenza per il solo fatto di esserci, galvanizzava i compagni e incuteva timore negli avversari».

«Se la Panini ha iniziato a conquistare scudetti molto presto - prosegue Leo Novi - il merito è stato anche di Andrea. Impressionante il modo in cui stava in campo, mai in difficoltà, mai fuori posizione, aveva una tecnica individuale straordinaria e sapeva fare bene tutto con una semplicità non comune».

«Scelse di andare a Torino nel 1975/’76 passando il testimone a Skorek come leader in campo per chiudere la sua carriera a Milano nel 1978. Alla Panini è stato sempre molto legato e alla Panini tornò da noi come allenatore, due stagioni in cui vincemmo Coppa Italia e due Coppe Confederali. Gli è mancato solo lo scudetto in quel 1985 in cui non perdemmo per sei mesi di fila prima di veder svanire il sogno di tutti in quella partita contro Bologna a Reggio Emilia entrata ormai nella storia».

Da chi lo portò alla Panini a uno dei suoi compagni di squadra dell’epoca, Rodolfo Giovenzana.

«Che cosa è stato per noi Andrea Nannini, e per noi intendo quel gruppo di giovani modenesi che si affacciava alla Serie A, è facile capirlo: un costante e preciso punto di riferimento, un allenatore in campo, un maestro che ci aiutava a crescere in ogni allenamento e ci insegnava a vincere le partite. Lui sapeva sempre toglierci da ogni momento di difficoltà perché era davvero fortissimo. Era quello che oggi si definirebbe un universale, giocava al centro, ma sapeva ricevere, difendere ed attaccare con una naturalezza incredibile».

Poi l’aspetto umano: «Insieme abbiamo fondato la Scuola di Pallavolo nel 1985, vedendo crescere tanti ragazzi a cui lui, nonostante un carattere all’apparenza introverso, voleva bene. E loro ne hanno voluto a lui».

A Terracielo dalle 7,30 fino alle 16 di domani l’ultimo saluto ad un campione. —



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