Il Carpi non sa più come si fa gol: il digiuno dura da 300 minuti
Mister Sandro Pochesci e l’enigma del gol: l’ultimo degli abbinamenti che poteva passar dalla testa del tecnico. Non in una vita tutta dedicata al calcio d’attacco, al ‘fare un gol in più degli avversari’. Eppure, questa tribolata annata biancorossa pare aver preso anche questa piega. Il Carpi, infatti non segna da più di 300 minuti, da quell’ultimo squillo firmato Giovannini al 61’ della gara di Arezzo. Quello del 3-1, poi rimontato dai toscani. Un boccone difficile da digerire per Pochesci: nei campionati professionistici, mai gli era accaduto di veder giocare tre partite di fila senza che la sua squadra segnasse almeno una rete. Al massimo era capitato per due volte consecutive quando sedeva sulla panchina della Casertana e del Bisceglie. Col Fondi e con la Ternana, addirittura, ha concluso senza reti all’attivo solo in 11 occasione su 65 e mai consecutivamente. Anche col Carpi, fino a ieri, aveva sempre ritrovato la rete dopo una gara a secco. Ce n’è abbastanza per far drizzare le antenne, anche perché da quando il Carpi si è privato di Tommaso Biasci, ancora sul primo gradino del podio dei marcatori stagionali biancorossi a quota 6, la percentuale realizzativa è crollata passando dai 19 gol segnati su 15 gare (1,27 a partita), l’ottavo attacco del campionato, ad 11 reti nelle ultime 12, di cui quattro realizzate tutte in una volta contro il Ravenna nella prima della serie. Significa che nelle ultime 11 il Carpi ha segnato 7 reti. Dal 13 dicembre ad oggi, giorno dell’interruzione forzata per Covid, han fatto di peggio solo Vis Pesaro (10 in 12) e Legnago (9 in 13). Il Ravenna segna agli stessi ritmi (11 su 12), mentre la Fermana, l’altra invitata alla ‘Sagra del rigore sbagliato’ tenutasi domenica al Cabasssi, fa poco meglio (11 su 11). Una statistica sulla quale incide anche la partenza di Cristian Carletti, che divide con Romeo Giovannini e Andrea Ferretti il secondo gradino dei marcatori a quota 4, con un rapporto tra gol e minuti giocati (773) superiore sia a Caio De Cenco che a Carmine De Sena, approdati in biancorosso a gennaio. —
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