Il Carpi ritorna da Legnago con un punto e tanti rimpianti
Biancorossi pericolosissimi, ma senza riuscire a sbloccare il risultato, finisce 0-0 Nel secondo tempo l’ingresso di Giovannini cambia volto a tutta la squadra
Fabio Garagnani
LEGNAGO. Un palo, due salvataggi sulla linea di porta, un gol divorato da pochi metri e un altro paio di buone opportunità sprecate: più di questo, al Carpi incerottato del ‘Sandrini’, non era possibile chiedere. Più che meritarsi la vittoria sul campo di una diretta concorrente, seppur in crisi nera che più nera non si può, i biancorossi non potevano fare. Al resto doveva pensare la buona sorte o la puntualità degli attaccanti. Sono mancati entrambi. Un vero peccato per le tante occasioni create nel secondo tempo, quando è bastato l’ingresso di un Giovannini a mezzo servizio per accendere il Carpi e costringere il Legnago tutto nella sua metà campo. E’ mancato il gol, come accade da 390 interminabili minuti. Un po’ per sfortuna, un po’ per l’imprecisione di De Sena, Bayeye e Lomolino. Un’astinenza che preoccupa, e preoccupa ancora di più se rapportata alle azioni create.
CRISI CONTRO CRISI
Sul terreno del ‘Sandrini’ si incrociano due squadre che versano in uno stato di crisi conclamato. Il Carpi non segna da 300 minuti e non vince da sette partite, il Legnago viene da sei sconfitte consecutive. Per di più, mister Pochesci deve rinunciare allo squalificato Fofana, a Mastour, neppure convocato, a Ghion e Giovannini, che siedono in panchina reduci da problemi muscolari. Un’intera mediana e una trequarti da reinventare. Il tecnico sceglie Ceijas e Bellini in mezzo e fa esordire Andrei Motoc (’02) alle spalle delle punte. Il primo tempo è però sin peggio delle aspettative. Una sagra degli errori da una parte e dall’altra, con conclusioni sporadiche e mai pericolose verso la porta avversaria. Si fan la guerra, le due squadre, ma tutta nei quaranta metri centrali del campo, perché quando si arriva dall’altra parte le idee si fanno confuse. Sia per la squadra di Pochesci, che soffre il pressing alto dei padroni di casa ed è spesso costretta al lancio lungo consegnando la palla agli avversari, sia per quella di Bagatti, che raramente riesce a liberare i suoi attaccanti dalla morsa dei difensori. Il taccuino del primo tempo parla di paio di conclusioni dei padroni di casa, di altrettanti tiri dalla distanza degli ospiti
GIOVANNINI, LA LUCE
Pochesci pigia l’interruttore nell’intervallo: fuori Motoc, dentro Giovannini e la luce si accende. Pochi secondi prima che Stefanelli serva maldestramente a De Sena una palla d’oro su cui l’attaccante centra Pizzignacco a pochi metri dalla porta. L’indizio però è giusto: è tutta un’altra partita. Giovannini, infatti, è imprendibile per la difesa del Legnago, che si scompone a apre spazi. In uno di questi si intrufola Lomolino, ma il sinistro da buona posizione è da dimenticare. Fino alla mezz’ora i padroni di casa riescono anche in qualche azione di alleggerimento sfiorando il vantaggio con Grandolfo che calcia troppo debolmente dal limite dell’area piccola, poi si trasformano in un fortino. Dopo essere stato sorvolato da un paio di conclusioni di De Sena alte sulla traversa, a una decina di minuti dalla fine sembra capitolare definitivamente, ma nell’area piccola legnaghese si vede di tutto tranne il gol: Bayeye sbuccia, De Sena da due passi su Bondioli appostato sulla linea, De Cenco da tre passi ancora su Bondioli in tuffo sulla linea. Tre minuti dopo, è il palo a dire di no a Giovannini, poi tocca ancora a Pizzignacco levare dallo specchio l’incornata di Venturi. Al triplice fischio i due punti persi pesano più di un macigno. E domenica c’è il derby. —
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