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Paolo Vecchi

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Paolo Vecchi

Modena.Il pareggio interno del Perugia con la Samb nell’anticipo e lo scontro al vertice dell’Euganeo tra il Padova e il Grifone di domenica riaprono un piccolo spiraglio al Modena di potersi rigettare nella mischia per la corsa al primo posto nonostante la sonora batosta subita al Curi. Da cui i gialli devono riprendersi imediatamente e, se vogliamo, il turno infrasettimanale e la sfida del Braglia contro l’Imolese arrivano a proposito per impedire che le tossine delle tre scoppole prese dal Perugia trasformino il peso di una batosta in un macigno. Il Modena scende in campo con la furia del toro ferito, ma senza la necessaria lucidità che servirebbe per scardinare un bunker annunciato come quello eretto da Catalano, tecnico degli ospiti. La Banda Mignani rischia di cadere nella trappola, ma Pergreffi nel finale di un primo tempo al buio sblocca la situazione e la testa dei suoi compagni. Che subiscono il pari di Polidori nella ripresa, ma ritrovano subito il vantaggio con Castiglia e nel finale il tris di Scappini che firma una vittoria determinante per poter continuare a mirare la vetta. Aggancio al Perugia a quota 53 e terzo posto dietro Padova e Sudtirol.

Mignani cambia pochissimo rispetto a domenica scorsa, conferma Gagno tra i pali e la coppia centrale difensiva Zaro-Pergreffi, variando però i due esterni con Bearzotti e Varutti che prendono il posto di Mattioli e Mignanelli. Il resto della formazione è uguale, ma sistemato su un 4-3-3 invece che il 4-rombo-2 riproposto al Curi. Gerli è alle spalle di Muroni e Castiglia, davanti Spagnoli è supportato a sinistra da Luppi e a destra da Tulissi che lascia la trequarti per tornare sulla linea degli attaccanti.

L’Imolese si mette a specchio sui gialli: 4-3-3 anche per Catalano che si affida a Siano tra i pali protetto da Rondanini, Boccardi, Angeli e Aurelio. In mezzo Lombardi, Torrasi e Masala mentre davanti operano Bentivegna, Tommasini e Piovanello.

Il Modena balza subito addosso all’Imolese per cercare di chiudere in fretta il discorso vittoria. La furia non basta, però, per scardinare l’attento sistema difensivo di un’Imolese che concede pochissimi spazi alla manovra gialloblù mettendola anche sul fisico essendo una formazione dalla stazza importante. Gialli pericolosi in due occasioni con Luppi poi il match prende la piega che Mignani cercava di evitare e diventa una battaglia in cui il gioco del calcio e lo spettacolo ci lasciano le penne. Gli avanti canarini non riescono quasi mai a rendersi pericolosi e nemmeno a tenere alto il pallone per consentire ai centrocampisti di lanciarsi a rimorchio: gialli incapaci di far male, l’unica chance la regalano gli ospiti con una follia in disimpegno che permette a Muroni di entrare in area e battere a rete, ma la sua conclusione viene deviata in angolo. Il primo tempo sembra destinato a chiudersi sullo 0-0 quando al 42’ il Modena piazza la botta. Tulissi batte benissimo dall’angolo per la testa di Pergreffi che incrocia bene sul primo palo e di testa fulmina Siano. È una liberazione, un gol che sblocca la Banda Mignani che al rientro in campo centra subito un palo con Spagnoli. Sul prosieguo dell’azione botta a colpo sicuro di Castiglia per il miracolo di Siano. Ci riprova Spagnoli, dopo un bel duetto con Tulissi, ma senza fortuna. Il gol lo trova Luppi ma è annullato per fuorigioco, poi Siano respinge come può su Tulissi. L’Imolese prova a cambiare l’inerzia del match e deve necessariamente scoprirsi per puntare al pareggio. Ma il Modena continua ad aggredire alto, sembra poter gestire la sfida quando Zaro la combina grossa facendosi soffiare il pallone da Lombardi che avanza e spara: Gagno respinge corto, micidiale il tap in di Polidori. Tutto da rifare. Ma il Modena ci mette pochissimo a riportarsi in vantaggio. 65’: gran cross di Muroni da destra, Castiglia si inserisce e di testa fa centro. Mignani cambia subito: fuori Luppi dentro Prezioso che si sistema alto a sinistra. Poco dopo Davì per Muroni. E stavolta il match non scappa anche perchè Scappini, entrato da un minuto, all’87’ sfodera un gol-gioiello di testa che scrive la parola fine. E ora il derby. —

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