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Sport

Paolo Montorsi: «Per me un amico e maestro, per noi un vero esempio»

«Abbiamo vinto tre scudetti insieme, di cui due dopo spareggi memorabili a Roma e Milano Non potrò mai dimenticare l’Olimpiade di Montreal nel 1976»

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Album Panini, collezione delle leggende: un nome e un cognome, Paolo Montorsi. Uno che ha fatto la storia del volley modenese, italiano ed internazionale. Con Andrea Nannini al fianco.

«Il 14 agosto compirò 70 anni, ma il ricordo di quel periodo e dei tanti momenti bellissimi vissuti con Andrea è ben vivo dentro di me»

Se c’è uno di quei ragazzi della Panini che era particolarmente legato a Nannini era proprio lui, Paolo Montorsi.

«Lui era più vecchio di 5-6 anni, la nostra generazione gli deve tanto tecnicamente questo è innegabile. Lui ci ha insegnato come si sta in campo e credetemi non è poco».

Per quei ragazzi entusiasti e scatenati pronti a lasciare un segno indelebile del loro passaggio nella storia della pallavolo avere uno come Andrea Nannini al fianco ha rappresentato una svolta.

«Studiavamo tutti fino alle 7, ad allenamento andavamo appena potevamo, chi dieci minuti prima e chi dieci dopo. Andrea ci mise tutti in riga e impose la quotidianità e la puntualità agli allenamenti, per noi erano cose nuove e ci aiutarono a crescere».

«Credo possiamo dire che Andrea Nannini è stato il primo professionista di quei tempi e il fatto di avere un “professionista” tra di noi ci consentì di fare il salto di qualità necessario per imparare a vincere - prosegue Montorsi - Lui non era solo il campione, ma anche il Maestro con la “M” maiuscola».

«Chi si allena di più e meglio alla fine vince..., questo era il suo credo e noi lo mettemmo a frutto. Vincemmo tre scudetti insieme. Tra questi quello memorabile a Roma nello spareggio del 1972 dove giocammo una partita meravigliosa e lui si trovò di fronte la sua vecchia squadra, cioè la Ruini. Poi nel 1976 ritrovammo Andrea da avversario, lui era andato a Torino nella Klippan e gli demmo un dispiacere».

Un anno magico in cui Modena di fatto si trovò a vestire la maglia azzurra ai Giochi Olimpici di Montreal.

«Quella Nazionale allenata da Anderlini stabilì un record difficilmente ripetibile: dei 12 convocati 6 erano modenesi, Andrea era tra loro. A quell’Olimpiade l’Italia dei “modenesi” arrivò dopo aver vinto un girone di qualificazione difficilissimo con Bulgaria e Cecoslovacchia».

Che ricordo porterà con sé nel cuore Paolo Montorsi di Andrea Nannini?

«Quello di una persona che che ha amato la pallavolo oltre ogni limite, lui si divertiva non solo giocando ma anche quando si allenava. E quando lo incontravi anche fuori dalla palestra era sempre o quasi in scarpette da ginnastica e tuta, perché quella era la sua vita, la palestra, lo sport, la pallavolo. Con i suoi pregi e i suoi difetti Andrea è sempre stato un grande amico, tutti noi gli siamo riconoscenti e gliene saremo per sempre». —

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