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il derby nella terra dei pio 

Il Carpi di Pochesci ha un conto in sospeso

Fabio Garagnani
Il Carpi di Pochesci ha un conto in sospeso

La beffarda sconfitta rimediata al Braglia nella partita di andata interruppe il magic moment di Ghion e compagni

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Fabio Garagnani

Il derby, si sa, non è una partita come le altre: l’adagio calza più che mai a pennello in casa biancorossa, visto che proprio dalla sconfitta dell’andata iniziarono tutti i guai. Basti pensare al bottino di punti con i quali Sabotic e compagni si presentarono al Braglia lo scorso novembre: 17, cioè uno in più dei canarini. Conquistati nelle prime nove partite, valevano il secondo posto alle spalle del Padova. Da lì in poi il Carpi non è stato più lo stesso. Lo dimostrano i soli 14 punti messi insieme in 19 gare, un intero girone abbondantemente al di sotto di ogni linea di galleggiamento, tanto da far precipitare da quel secondo posto all’attuale 14°, con la sola Vis Pesaro a far da cuscinetto con la zona play-out. I biancorossi uscirono da quel derby arrabbiatissimi: per il rigore concesso ai canarini con sin troppa perizia, per la rete ingiustamente annullata a Lomolino, per il maldestro autogol dell’ex Bellini che fissò il risultato sul 2-1 troppo in là con il cronometro per riuscire a rimediare. Chissà se sia stata proprio quell’arrabbiatura a far perdere il filo, o semplicemente il fatto che la dea bendata avesse deciso proprio in quel momento di voltare definitivamente le spalle, fatto sta che da lì in avanti avrebbero perso ogni feeling con la vittoria, divorati da una crisi di nervi che sarebbe esplosa due giornate dopo, sul campo della Vis Pesaro, dopo l’ennesimo gol annullato e un’altra sconfitta durissima da digerire. Di pareggio in pareggio fino al cluster di Covid e all’accensione della miccia del calciomercato, che nascosta agli occhi dei più si consumava lentamente mentre il Carpi ritrovava finalmente la vittoria col Ravenna, dopo oltre due mesi dall’ultima volta con la Fermana, cioè prima di quel derby maledetto. Ma la miccia era ormai accesa, e il concatenarsi di eventi, risultati e incomprensioni avrebbe portato all’esonero di Pochesci e all’arrivo di Foschi, peggiorando ancor di più quella crisi strisciante nata dentro le mura del “Braglia”: tre punti in sei partite, peggio che andar di notte. Una media inferiore non solo al Carpi stellare di inizio campionato, ma anche all’ultima fetta di Pochesci, che dopo il rovescio di Padova sarebbe tornato in sella in un contesto completamente cambiato, negli umori e anche nella rosa rimodellata dal calciomercato. Un bis che fino ad oggi ha portato quattro pareggi e una sconfitta. Ce n’è abbastanza per inquadrare la 31° sfida di campionato tra Carpi e Modena in uno scenario completamente diverso dal precedente, con i biancorossi in apnea alla ricerca di ossigeno e i gialloblu a sognar la Serie B. Ma il derby, si sa, non è una partita come le altre. —

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