Antropova: «Ha vinto la squadra» Spinello: «Una partita da sogno»
Andrea Lolli
SASSUOLO. La forza del gruppo alla base del successo della Green Warriors. Così la palleggiatrice Natasha Spinello ha commentato il 3-1 inflitto all’ormai ex capolista Vallefoglia: «Abbiamo dato tutto quello che avevamo, volevamo prenderci una vittoria, far bene e riscattarci iniziando con il piede giusto la seconda fase visto che domenica scorsa non era andata così bene. Avevamo veramente voglia di dimostrare che ci siamo e ci possiamo stare in questa Pool Promozione. Ogni settimana i punti in palio sono importantissimi se vogliamo competere e questa partita è stata un sogno perché abbiamo difeso l’impossibile dimostrando tanto a livello di squadra. Ci siamo aiutate su ogni palla ed è quello che deve fare sempre una squadra giovane come la nostra».
Anche Ekaterina Antropova fa eco alla compagna: «Abbiamo giocato molto bene dando tutto e così dobbiamo fare sempre, ad ogni partita. Forse loro erano un po’ stanche alla fine, ma hanno giocato molto bene e si è visto che sono una delle formazioni più forti del campionato. Noi come sempre dobbiamo lavorare durante la partita per prendere le misure all’avversario, ma penso che abbiamo fatto molto bene. Cosa migliorare? Siamo giovani e dobbiamo sempre lavorare per migliorare su tutto. In questa sfida, però, si è visto che siamo una squadra unita e se c’era qualche punto debole è stato coperto con l’atteggiamento e la voglia di fare bene da parte di tutte».
Promuove le sue ragazze anche il coach Enrico Barbolini che commenta così la rimonta decisiva nel terzo set: «In quel momento stavamo facendo le stesse cose di prima, anche abbastanza bene visto l’avversario, e mi ricordo di aver detto che potevamo farle ancora meglio. Forse le ragazze per un momento hanno pensato di essere al loro limite, ma come diciamo sempre noi non sappiamo quale sia e dopo siamo andati oltre. Se è stata bravura o fortuna non so, ma è stato veramente incredibile come dopo ogni errore, ogni palla difesa o ricezione subita ci fosse la tranquillità e la consapevolezza che ognuna aveva altre cinque compagne pronte ad aiutarla. Non abbiamo fatto cose straordinarie, ma abbiamo fatto quel che sappiamo con continuità e ad alto livello che solitamente è la cosa più complicata nello sport». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
