«Non devi abbandonarmi» Andrea Ghion risponde con una notte da sogno
Enrico Ronchetti
Difficile trovare un uomo derby tra le fila del Carpi. Da Rossi a Marcellusi, passando per Gozzi e Venturi, sono tanti i biancorossi ad aver disputato una partita sopra le righe. Ma fra tutti ce n'è uno che sembrava non dover nemmeno giocare e che si è invece rivelato decisivo: Andrea Ghion. Sbucato quasi a sorpresa dal tunnel degli spogliatoi dopo aver superato un provino nel riscaldamento (nelle distinte ufficiali era stato annunciato Bellini), il centrocampista mantovano ha avuto il grande merito di spezzare la maledizione dei rigori che tanti guai aveva procurato al Carpi solo sette giorni prima contro la Fermana. Un uno-due dagli undici metri - i suoi primi due gol con la maglia del Carpi - inframezzato da una prestazione da direttore di un'orchestra che ha ripreso a suonare all'unisono lo stesso spartito. Dopo aver stretto i denti contro la Fermana e beneficiato di un provvidenziale turno di riposo mercoledì a Legnago, il centrocampista di scuola Parma ma di proprietà del Sassuolo si è rimesso il vestito migliore per la notte del derby. Agevolato anche da una squadra tornata a muoversi armoniosamente intorno a lui, ha scandito i ritmi e disegnato geometrie sul prato del Cabassi. Tornando a fare quello che tutti hanno potuto ammirare nello straordinario girone d'andata del Carpi: il faro. “La scelta di Ghion dall’inizio? Abbiamo 3-4 giocatori bravi-bravi e non posso mettere in discussione Ghion e Giovannini – ha detto nel post-gara mister Pochesci – Ad Andrea ho detto che non poteva abbandonarmi in questa partita”. Missione compiuta. —
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