Sassuolo, Caputo un anno dopo: «Oggi scriverei “Vacciniamoci tutti”»
Il 9 marzo 2020 l’attaccante, dopo il gol al Brescia, mostrava alle telecamere il cartello che ha fatto storia: “Andrà tutto bene, restate a casa”. «Ma ora c’è un solo modo per liberarci dalla pandemia»
"Andrà tutto bene. #Restate a casa": esattamente un anno fa, era il 9 marzo 2020, il bomber neroverde Francesco Caputo, dopo il primo gol al Brescia - ultima partita prima del lockdown - esponeva davanti alle telecamere di Sky questo cartello: nessuno, lui per primo, avrebbe poi immaginato che la situazione sarebbe degenerata in una pandemia mondiale, anche se i segnali non erano incoraggianti. «Quel messaggio era stata un'idea di mia moglie. Ma il pensiero ho voluto scriverlo io. Nessuno sapeva niente, è stata una mia iniziativa: ci tenevo a mandare un segnale a tutto il paese, parole semplici ma che significavano tanto».
Purtroppo “tutto bene” non è andato, come l'attaccante del Sassuolo ha dichiarato a La Repubblica: «Il messaggio che volevo mandare era: restate a casa, bisogna farlo. E non dobbiamo mollare: stiamo attenti, indossiamo la mascherina, prendiamo tutte le precauzioni. Se adesso dovessi invece mostrare un cartello, scriverei "Vacciniamoci tutti", a prescindere dai dubbi che la gente può avere. E' la soluzione giusta per liberarci dalla pandemia».
Il numero nove del Sassuolo ha commentato i disagi causati dal Covid e le atmosfere tetre negli stadi a porte chiuse: «Con il tempo mi sono abituato, ma senza pubblico è dura. Mancano persino i tifosi avversari, i loro insulti – poi aggiunge –. La salute viene prima di tutto e ora non è possibile giocare a porte aperte».
Caputo ha parlato anche della sua carriera, dei suoi inizi difficili: «Sono cresciuto sui campi in terra battuta, e forse a guardarmi viene voglia di credere nei sogni. Sono del parere che i numeri dicano la verità, e sei i numeri dicono che sono tra i migliori qualcosa di vero ci sarà. Ma il più delle volte queste statistiche me le fanno notare gli altri. Tanto se ti focalizzi troppo su un obiettivo poi le cose non ti vengono. Bisogna prenderla così come viene, allenarsi bene e dare il massimo. Se penso all'Europeo? Non posso dire di no». —
Intanto Caputo deve ancora “riscuotere la cena con Del Piero dopo i 21 gol messi a segno la scorsa stagione: «Tutti sanno che impazzivo per Del Piero e che abbiamo in ballo una mitica cena che per colpa della pandemia non abbiamo ancora fatto. Chi ammiro oggi? Immobile. E poi è italiano, e io sto sempre con gli italiani. Non ho mai avuto l’assillo di diventare un calciatore, ho sempre giocato per divertirmi, ma con serietà e cercando di migliorarmi. Poco alla volta ho fatto la mia strada. Le due maglie azzurre che ho indossato le ho appese in casa, sono le uniche che ho esposto: se ne arriveranno altre o meno mi rimarrà per sempre dentro l’emozione di aver difeso i colori della mia nazione». —
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