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TENNIS - A DOHA 

Il ritorno di Federer 400 giorni dopo «Ma io punto a Wimbledon»

Il ritorno di Federer 400 giorni dopo «Ma io punto a Wimbledon»

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ROMA. Se il tennis è mancato in questo anno di Covid, tanto più è mancato Roger Federer, che a causa di operazioni e problemi fisici ha lasciato orfani gli appassionati per oltre 400 giorni, contando dalla sua ultima partita ufficiale, con Novak Djokovic, nelle semifinali dell'Open d'Australia 2020.

Da allora il mondo si è rovesciato, il serbo ha battuto il suo record di settimane in testa al ranking mondiale (311 a 310), ma intanto cresce l'attesa per oggi, quando il fuoriclasse elvetico, che farà 40 anni ad agosto, tornerà in campo al torneo Atp 250 di Doha, per affrontare il vincitore del match tra Jeremy Chardy e Daniel Evans.

Federer è il primo ad aspettare con impazienza il responso del campo, perché nonostante i tanti mesi a disposizione per recuperare la prestanza fisica resta l'incognita della tenuta del ginocchio destro operato alle sollecitazioni di un vero match, oltre ai normali dubbi sulla reattività di un quarantenne opposto ad atleti integri, che hanno la metà dei suoi anni.

«Se riesco a disputare un paio di partite qui a Doha posso dire che sarò felice - le parole dello svizzero - Le aspettative sono molto basse ma spero che riesca a sorprendere me stesso. Non sono sicuro che il mio ginocchio reggerà ma sono fiducioso, altrimenti non mi sarei presentato qui. Spero di disputare dei buon match. Di sicuro, è raro vedere un 40enne tornare a giocare dopo così tanto tempo».

Certo l'obiettivo non è il torneo in Qatar, ma Wimbledon, dove Federer spera di arrivare al massimo della forma per conquistare un altra volta il titolo sempre da lui più ambito, magari anche in uno stadio tornato pieno. «Vediamo adesso come andranno le partite ufficiali. Il mio obiettivo è essere al 100% per Wimbledon, - dice ancoralo svizzero - tutto il resto non è così importante». Sulle chance di Federer di tornare ai vertici si è espresso un ex del tennis, Mats Wilander, parlando di «grande fascino» ma anche «enorme rischio». —

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