Venturini: «Rossi glaciale, ma sapeva come Scappini avrebbe tirato il rigore...»
Il preparatore dei portieri biancorossi aveva preparato un dossier sui tre tiratori del Modena: «Li abbiamo studiati, però il merito è di Matteo»
Enrico Ronchetti
Per vincere un derby come ha fatto il Carpi domenica sera significa che ogni tassello è andato al proprio posto. A due giorni dal 3-0 che il Carpi si augura possa rappresentare una svolta nella sua pazza stagione, emerge un aneddoto che non ha contribuito alla sostanza del derby ma ha inciso molto sulla sua forma, soprattutto a livello psicologico: il rigore finale fallito dal modenese Scappini è stato solo un errore dell'attaccante o ci sono anche meriti di Rossi? Si dice che i rigori non trasformati siano sempre sbagliati da chi calcia e non parati dal portiere, ma in questo caso – come nei migliori gialli – spunta un dossier che cambia la lettura tradizionale ed elegge un nuovo protagonista della vicenda: il preparatore dei portieri biancorossi Fabio Venturini.
La sera prima del derby, l’allenatore dei numeri uno del Carpi avrebbe infatti consegnato ai suoi due giovani allievi Matteo Rossi e Alessio Pozzi un dossier su come calciano abitualmente i rigori gli specialisti gialloblù Tulissi, Luppi e Scappini. Col primo - per altro già in gol proprio dagli undici metri negli ultimi due derby - e il secondo già sostituiti al momento del rigore comminato per fallo di Sabotic su Scappini, sul dischetto è andato proprio l’ex attaccante della Reggiana e Rossi aveva stampato in testa l’input del suo allenatore Venturini: “Non ti buttare, Scappini ha calciato spesso centrale, o forte o con il cucchiaio”. Una dritta decisiva, che non ha inciso se non a livello morale sul risultato del derby ma che testimonia il lavoro certosino svolto dallo staff tecnico biancorosso. In questo caso da Venturini, preparatore dei portieri quasi per caso di questo Carpi: dopo un decennio di lavoro con i numeri uno della Virtus Castelfranco, nel 2017 entra nel settore giovanile del Carpi con cui avrebbe dovuto lavorare anche quest’anno. Nel tribolato inizio stagione biancorosso, il ruolo di allenatore dei portieri era infatti finito nelle mani di Salvatore Soviero, che ha però lasciato a ottobre insieme all'area tecnica che faceva riferimento al presidente Morelli, al Dt Signorelli e a Cerea Banca: “Sono davvero contento che il Carpi mi abbia dato questa opportunità insieme ai collaboratori Marco Vanzini e Gabriele Benedetti - racconta Venturini -. Alleno da 28 anni ma non è la mia professione, ho due lauree in ingegneria informatica e meccanica e per me questa è solo una passione che riesco a coniugare con il miei impegni lavorativi”.
Una passione che, a giudicare dal lavoro svolto con i suoi portieri, gli riesce molto bene: “Ma il merito è loro, non trasformi un rospo in una principessa se non ci sono le basi – spiega l'ingegnere-portiere di Cavezzo – Nell'episodio del rigore di domenica sera Matteo (Rossi, ndc) è stato bravissimo, glaciale a non farsi prendere dal momento. Provo più soddisfazione a vedere loro che parano che non a pensare a una mia carriera. Se il Carpi resterà in Lega Pro altri vent'anni spero di essere ancora qui”. Intanto, con le cure di Venturini – che si innesta in una invidiabile tradizione di allenatori dei portieri che a Carpi va da Ciccio Siligardi a Rosario Vitolo, passando per Roberto Perrone oggi al Napoli e Paolo Foti oggi con Castori a Salerno – i tre guardiani biancorossi Rossini, Pozzi e Rossi sono stati tre delle più belle sorprese di questo Carpi dei giovani. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
