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ALLORA ERA VERO SI GIOCA MEGLIO SENZA IL DIVINO

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La risposta alla nostra provocazione «La Juventus gioca meglio senza Cristiano Ronaldo», è arrivata in fretta, lapidaria come un telegramma, spedita direttamente dalla Champions League: «È assolutamente vero».

E così dopo le brucianti eliminazioni con Ajax e Lione degli anni scorsi, è toccato al Porto mettere il timbro sul fallimento di un’idea. Neppure lo Specialista, il Migliore, neppure Cristiano Ronaldo è riuscito a far vincere alla Juventus la Coppa Maledetta. Chiude qui una storia e forse anche la stagione, lo scudetto è quasi andato e lo straordinario ciclo bianconero è ormai ai titoli di coda.

Ronaldo da solo non cambia più la Juventus e la Juventus non può più permettersi un giocatore così. In campo e fuori. Dopo tre anni è finalmente chiaro a tutti che Marotta aveva ragione e il suo no a questa operazione oggi fa più rumore di allora nelle stanze della Juve e nelle orecchie di Agnelli.

E d’improvviso pure il futuro bianconero ha contorni meno netti. I conti sono in rosso, parecchio in rosso, e la programmazione degli ultimi due anni è senza logica.

In estrema sintesi è successo che: 1) La montagna di soldi investita su Ronaldo ha impedito il rinnovamento graduale della rosa. 2) Con il portoghese sono arrivati solo due scudetti che la Juve avrebbe comunque vinto. 3) L’esonero di Allegri nel nome del bel gioco è stata un’ingenuità. 4) Prendere Sarri senza dargli tempo e metterlo nelle condizioni di lavorare, una leggerezza. 5) Affidare una squadra da ricostruire a un allenatore senza esperienza come Pirlo, un azzardo. 6) Dal mercato sono arrivate troppe scommesse e poche certezze, alla Juve servono campioni. 7) Ronaldo è un corpo estraneo, gioca ormai solo per i suoi colpi, non è funzionale a nessun modulo o ricostruzione futura. 8) Meglio senza, come ormai è evidente, ma il portoghese ha ancora un anno di contratto. Dunque, adesso che fare? L’unica soluzione, ma non si capisce quanto percorribile, è lo sceicco qatariota Al Khelaifi con il suo Psg. Al Qatar piacerebbe avere Ronaldo fra i testimonial del mondiale, per lui potrebbe essere l’ultima occasione per riprovare a vincere la Champions. E Pirlo? A caldo Agnelli l’ha rassicurato, ma successe anche con Sarri. La verità è che il Maestro rischia di essere un altro Ciro Ferrara bruciato verde. Sulla scrivania del presidente c’è sempre la foto di Zidane con una dedica: un giorno verrò. Il giorno è vicino? Due mesi per sapere. E non saranno mesi facili. —

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