L’uragano Vlahovic travolge il Benevento, la Fiorentina respira
La tripletta dello scatenato attaccante serbo rianima i viola Per i giallorossi di Inzaghi la classifica inizia a preoccupare
Il Vlahovic-show spazza via il Benevento e regala una boccata d’ossigeno alla Fiorentina. I viola calano il poker (4-1) al Vigorito, ritrovano la vittoria e si allontanano dalla zona calda. Nel primo tempo si scatena il serbo con una tripletta da urlo, nella ripresa va a segno Eysseric per il poker. Per la formazione di Pippo Inzaghi rete della bandiera di Ionita e qualche occasione di troppo non concretizzata. I punti in classifica sono ora 29 per i gigliati, che inguaiano i campani. Notte fonda invece per Inzaghi che resta a quota 26, con sei lunghezze di vantaggio sul terz’ultimo posto. Gli “stregoni” non vincono da ben undici giornate e ora si devono guardare le spalle.
La copertina è tutta per Dusan Vlahovic che nei primi 45 minuti si abbatte come un uragano sui giallorossi realizzando una splendida tripletta. Prestazione super quella del giovane serbo che rianima la Fiorentina e inguaia il Benevento. Il primo tempo del Vigorito ha un solo ed unico protagonista: l’attaccante viola Vlahovic è assolutamente indemoniato e, dopo aver indirizzato la gara con due gol da rapinatore d’area (prima buca Montipò insaccando all’angolino basso di sinistra, poi con un micidiale rasoterra) s’inventa il terzo prima dell’intervallo disegnando un capolavoro: il serbo approfitta di un rinvio lungo di Dragowski, mette giù il pallone ed elude la marcatura di Glik, fa il giro lungo fino al limite dell’area e lascia partire un magistrale sinistro a giro che si insacca sotto la traversa. Prima dello 0-3 i locali sprecano l’occasione di accorciare le distanze con Gaich che prova a beffare Dragowski con un super colpo di tacco, ma la sua conclusione viene murata.
Nella ripresa il Benevento torna in campo con tutt’altro piglio, accorciando subito le distanze con il colpo di testa di Ionita e rischiando di tornare ulteriormente in gara almeno un paio di volte con Gaich e soprattutto con Caprari, murato provvidenzialmente da Dragowski. Ad un quarto d’ora dalla fine, dopo aver rischiato qualcosa sul forcing dei campani (e un rigore negato dal VAR per un presunto mani in area di Caceres), la squadra di Cesare Prandelli chiude ulteriormente i conti con il poker realizzato da Eysseric, servito alla perfezione da Ribery e bravo a scavalcare il portiere Montipò con un morbido tocco sotto.—
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