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De Zerbi : «Sono molto arrabbiato, alcuni giovani mi hanno deluso»

De Zerbi : «Sono molto arrabbiato, alcuni giovani mi hanno deluso»

Il tecnico: «Il club merita rispetto, chi non lo capisce andrà in tribuna » 

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lo sfogo

La domanda è principalmente una: come ha potuto il Sassuolo buttare via così la partita nell’ultimo quarto d’ora? «Più che rammarico c’è rabbia. Di solito non parlo mai con la squadra a fine partita, questa volta l'ho fatto: nessuno doveva dire nulla in spogliatoio, bastavo io».

Roberto De Zerbi è piuttosto seccato: «Abbiamo una squadra giovane e i giovani non sempre capiscono cose al volo, sono quelli che sbagliano di più. Dovevamo chiuderla sul 3-0 e l’abbiamo fatta riaprire e persa per colpa nostra meritatamente. Abbiamo ripetuto tante volte che era una partita importante, vorrà dire che chi non l’ha capito andrà in panchina o in tribuna e capirà. Sono per crescere e far migliorare tutti, ma bisogna mettere sempre il calcio al primo posto e devono farlo così tutti. Devo anche io portare dei risultati. Prima del gioco e delle valutazioni tecnico-tattiche ci sta l’anima. Siamo fortunati a fare questo sport e dobbiamo meritarcelo».

«Sono molto arrabbiato, non bisogna dare nulla di scontato», ha aggiunto il tecnico del Sassuolo -. «Non è questione di sistema di gioco, le opportunità le abbiamo avute e in quei casi devi chiuderla. Il triplice cambio l’ho fatto proprio per chiudere la partita, perchè il Torino continuava a mettere dentro attaccanti. Certe partite o le chiudi o si riaprono, come poi è accaduto. Inesperienza? Il Sassuolo parte sempre per salvarsi e per mettere in evidenza i giovani e questi giovani, che hanno talento e ci hanno portato grandi risultati perché è il secondo anno che siamo ottavi, però qualcuno prende il Sassuolo come terra di passaggio e c'è il rischio che si antepongano gli interessi personali e ci si accontenti, e questa è una cosa che mi fa molto arrabbiare. Ci sto combattendo da tre anni, forse non ci sono riuscito del tutto. Il Sassuolo è una società seria, è composta da giocatori seri e bisogna fare le cose nella maniera giusta. Non ci sono bocciature definive, mi assumo le mie responsabilità, ma l’atteggiamento e la serietà sono al primo posto. Chi non lo fa non gioca più. Quando si parla di Sassuolo - conclude De Zerbi - si pensa che l'allenatore debba fare il responsabile del settore giovanile per crescere i giovani ma io faccio l'allenatore di una squadra di Serie A. Chi ci sta, chi riesce a reggere il livello va avanti, qualcuno non potrà andare perché questa è la legge del calcio, la legge del lavoro». —

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