La Leo Shoes saluta i playoff: passa la Lube
I gialloblù, già ko in gara 1, non riescono a pareggiare i conti: avanti 1-0, 11-8 subiscono la spietata rimonta di Civitanova
Fabio Rossi
Ciao Leo Shoes, la corsa tricolore è finita: l’ultimo atto di un brutto finale di stagione va in scena in un PalaPanini deserto e desolante in un tardo mercoledì pomeriggio di marzo che non passerà certamente alla storia del volley di Modena. Dopo la sciagurata gara 1, persa domenica scorsa all’Eurosuole Forum di Civitanova, ecco un altro match da dimenticare, un’altra sconfitta difficile da accettare, ancor più bruciante perché porta ad una inevitabile eliminazione. La verità? Modena, almeno questa Modena è più debole di una Lube che passa il turno, con pieno merito, grazie ai riserve extra-lusso come Falaschi e Kovar. Verdetto pesante, ma sacrosanto. Per carità, l’impegno di tutti è fuori discussione, ma la Leo Shoes, quella che ci ha anche regalato splendide partite, illudendoci che avrebbe fatto qualcosa di importante in questa tribolatissima e sofferta stagione, quella Leo Shoes è rimasta purtroppo a Perugia. Sì, Christenson e compagni non hanno mai veramente superato la tremenda delusione di quella qualificazione alla semifinale di Champions League sfuggita in un golden set che ha poi segnato in negativo anche le partite successive in SuperLega. L’assenza di Leal e De Cecco nella Lube avrebbe dovuto mettere le ali ai gialloblù, invece, paradossalmente ha finito per caricare a mille la Lube e schiacciare sotto un peso insopportabile campioni come quelli di Modena, che invece avrebbero dovuto sfruttare al meglio non una, bensì due occasioni irripetibili. Proprio l’incapacità di sfruttare le opportunità favorevoli si è rivelata la caratteristica negativa di Modena, prima in Europa, poi in campionato. L’ approccio troppo molle, da squadra che ha dato tutto e più di tutto, chiarisce che questa Leo Shoes non è riuscita ad arrivare dove in tanti speravano e le due bruttissime sconfitte contro la Lube spiegano perché la società da tempo ha deciso di cambiare molto se non tutto nella prossima stagione.
L’ultimo atto
Primo set. L’unica novità rispetto a gara 1 è Kovar che parte tra i titolari nella Lube, Yant è in panchina, Modena con il 6 + 1 ormai certificato da tempo. Juantorena contro tutti nei primi scambi e punteggio in equilibrio (5-5), quando però Osmany subisce il primo muro del match il set prende una direzione precisa, quella di Modena, che difende e contrattacca, con Petric e Mazzone, e va a +4 (10-6). Lube minacciosa e a -1 sul 12-13, poi i gialloblù concedono poco e allungano fino al 20-16. Il turno di battuta di Juantorena è nefasto per Modena e riapre a sorpresa il parziale: 21-21, con Petric che si accomoda in panchina dopo il muro subito da Simon. Al suo posto Karlitzek. Un prodigio di Christenson che tiene viva in palleggio una palla impossibile per Stankovic dà il 23-21 e break decisivo di nuovo ai gialli, che salgono a +2 quando conta. A spingerla poi a 25 ci pensano prima una battuta sbagliata di Simon e un attacco out di Luca Vettori: 25-23, 1-0.
LA REAZIONE LUBE
Modena, come nel primo set, si stacca e va 11-8, ma viene agganciata a 15. Sul 19-19, i servizi di Rychlicki girano il match: 23-19 Lube che chiude 25-21. Bruttissimo il terzo set, Modena, che perde Mazzone per infortunio a un ginocchio, crolla: la Lube ha un gigante come Simon (suoi 5 dei 12 muri degli ospiti contro i 3 di Modena, 83% per il cubano e 18 punti personali) e un campione come Juantorena, grazie soprattutto a loro vola sul 2-1 (25-20). Quarto parziale: Giani schiera Karlitzek per Petric e la diagonale Bossi-Sanguinetti, molto bravi entrambi, al centro. Leo Shoes in partita fino al 9-8 e al 17-17. Modena si trova in P1 e Vettori attacca out da zona 4 (17-19). Torna Petric sul 18-19 e spedisce fuori il pallone del possibile 20-20. Kovar, a 1, stampa Vettori ed è 22-19 Lube. Titoli di coda al PalaPanini per una Leo Shoes che esce male dai play off: ultimo errore, di Porro, in battuta, 25-22,3-1 Civitanova che esulta come avesse vinto uno scudetto e ha tutti i motivi per farlo, senza De Cecco e Leal, può dire di aver compiuto l’impresa fallita, invece, da Modena. —
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