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Da un mese gli attaccanti sono a secco e il Carpi trema

F.G.
Da un mese gli attaccanti sono a secco e il Carpi trema

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La sconfitta casalinga con la Vis Pesaro, la prima della gestione Pochesci, rischia di tenere a lungo il Carpi sulle spine. Il finale di campionato, quando le motivazioni fan miracoli, potrebbe infatti rivelarsi una vera e propria trappola, soprattutto se il passo di qualcuno si alzasse improvvisamente. Se i biancorossi fino a ieri hanno potuto avvantaggiarsi del ritmo lento e compassato delle ultime cinque, tanto da mantenere tutt’oggi un vantaggio di sei punti sul quint’ultimo posto, da qui in avanti non potranno farci troppo conto, piuttosto badare il prima possibile a mettere in tasca i sei punti che mancano alla quota 40, che assicurerà certamente la salvezza. Ai ritmi attuali ne basterebbero 35, ma fossimo in Sabotic e compagni non ci conteremmo troppo. Anche perché dietro, ormai, è rimasta solo la zona rossa. Dall’1 novembre, quando la vittoria sulla Fermana l’aveva fatto salire fino al primo posto in coabitazione col Perugia, il Carpi è sceso inesorabilmente gradino dopo gradino, fino all’attuale 14° posto. Di quelle 14 che a quel tempo separavano i biancorossi dalla quint’ultima ne è rimasta solo una e domenica scorsa ha vinto al Cabassi. Il baratro ora dista sei punti, ma ci sarà da fare molta attenzione, perché le ultime due di campionato contro Padova e Ravenna potrebbero trasformarsi in scontri complicatissimi. E sul campo qualche problemino c’è: tra le 20 c’è chi ha fatto pure di peggio in termini di reti segnate, ma non c’è dubbio che le difficoltà a finalizzare siano diventate un grosso problema da gestire per mister Pochesci. L’ultimo gol di un attaccante risale al 14 febbraio: segnò Giovannini ad Arezzo, al ritorno del tecnico sulla panchina dopo il periodo d’esilio, in un pareggio che i risultati successivi stanno rendendo ogni giorno più prezioso. Per quello precedente occorre tornare indietro all’1 febbraio, con la rete di De Sena contro il Mantova, in epoca Foschi. Le doppiette di De Cenco e Ferretti contro il Ravenna sono invece ormai materia per memoria a lungo termine. E’ una matassa difficile da sbaragliare, e gli infortuni a Mastour e De Cenco non aiutano. Eppure è soprattutto dagli attaccanti che deve arrivare lo scatto in una rosa che ha pochi gol nelle gambe negli altri reparti. Senza il loro risveglio, il rischio è quello di doversi guardare alle spalle ad ogni giornata e sperare che nessuno si metta a correre. —



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