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La Scozia balla sull’Italrugby, altro disastro al Sei Nazioni

A.C.
La Scozia balla sull’Italrugby, altro disastro al Sei Nazioni

Pesantissima sconfitta subita dagli azzurri che incassano la batosta più pesante della storia (52-10) e chiudono all’ultimo posto il torneo. Ora rivoluzione in vista

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Un altro disastro, l'Italia incassa la peggior sconfitta della sua storia contro la Scozia, 42 punti di scarto (52-10) e chiude, come da previsione, il Sei Nazioni all'ultimo posto. Così possono ricominciare le discussioni se il cucchiaio di legno vada assegnato a chi si piazza semplicemente ultimo, o a chi lo fa a quota zero punti, come nel caso, ancora una volta, degli azzurri.

Ma la sostanza non cambia, l'Italia ultima era e ultima è rimasta, nel corso degli anni spesso a zero, e segnando sempre troppo poco, oltre ai soliti crolli di rendimento nel secondo tempo. Forse è il caso di chiedersi se la rivoluzione promessa dal nuovo presidente della Fir Marzio Innocenti, che sogna una Superlega italiana stile Nba, debba riguardare anche lo staff di questa nazionale che non solo perde ma lo fa anche in modo spesso poco accettabile. Segna poco, difende male, è troppo fallosa, al punto che oggi a Murrayfield per un minuto si è ritrovata a giocare in 13, per il giallo dell'espulsione temporanea a Ioane quando Negri ancora stava scontando il suo. E non può bastare la constatazione che per l'Italrugby questa è una fase di profondo ricambio generazionale: il discorso riguarda anche gli altri, basti pensare alla Francia.

Giustificata l'ironia dei media scozzesi nel dopopartita, quando hanno chiesto al ct azzurro Franco Smith quanto fosse dispiaciuto per la sconfitta dopo una prova così «brillante».

«Stiamo tranquilli, ma sono molto frustrato - il commento al match di Smith -: in questo torneo ci sono stati momenti in cui siamo andati veramente male, ad esempio oggi abbiamo sbagliato troppi placcaggi e a questo livello non si può fare. Però continueremo a lavorare per migliorarci».

Ma chissà quanto, e cosa, potrà fare questo tecnico paladino del lavoro duro: il panorama è sconfortante, e a rendere ancor più doloroso il Ko di ieri, il 32/o di seguito nel 6 Nazioni, è che sia arrivato a Murrayfield dove, ormai più di sei anni fa, l'Italia colse la sua ultima vittoria nel torneo. Ricordi di un'altra era, quella in cui l'Italia aveva anche qualche personaggio da copertina.

Quanto a ieri, troppi errori banali in questa partita in cui la Scozia al 28' aveva già ottenuto il bonus mete, avendone segnate quattro (due quando era in superiorità numerica per un giallo al 20' pt a Mori, reo di un placcaggio illecito). In fondo c'è poco di strano, dato che questa squadra di mete ne prende in media sette a partita, certo è che così non si può andare avanti e molto va rivisto nei meccanismi difensivi, viste certe 'prateriè lasciate agli avversari. Ogni volta che la Scozia ha accelerato, ha affondato nell'Italia come la classica lama nel burro, e alla fine è arrivata un'altra dura lezione per questa Italia bocciata senza possibilità di appello. Ora tutto o quasi deve cambiare. —



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