CESENA
Paolo Vecchi
Modena. Il Modena pesca il jolly e si aggiudica in extremis un derby soffertissimo con un Cesena che può prendere a pugni la sfortuna per i due legni colpiti da Bortolussi. Vincere senza convincere, ma a volte, quando la crisi sta per soffocare e spegnere un corso, non bisogna guardare troppo per il sottile. Bisognava ritrovare il successo e non importava come per tenere in piedi la baracca: i tre punti permettono al Modena di restare agganciato al Perugia e al terzo posto e soprattutto di respingere l’attacco portato alle spalle dalla Triestina. Ora, recuperata un po’ di serenità, Mignani dovrà preparare al meglio la volata verso la miglior posizione nei playoff.
Il tecnico ritrova la panchina prestata col Mantova ad Andrea Rossi, preparatore dei portieri, e al vice Vergassola a Bolzano, in seguito all’intervento chirurgico che lo ha tenuto fuori per due settimane, e sa che il derby con il Cesena può essere decisivo non solo per il suo Modena, ma anche a livello personale. Il mister affronta gli uomini di Viali con il 4-3-3 opportunamente modificato in ogni settore. Tra i pali c’è Gagno, dietro Zaro accanto a Pergreffi tra Mattioli e Varutti che prendono il posto di Bearzotti e Mignanelli. Regia bassa affidata a Gerli che si piazza alle spalle dei due interni Corradi e Castiglia. Davanti c’è il ritorno di Scappini supportato da Tulissi e Pierini.
Il Cesena si oppone con un 4-3-3 sulla carta che diventa un 3-4-3 sul campo: Nardi in porta, Longo, Gonelli e Maddaloni il trio arretrato, Collocolo e Favale lavorano larghi sugli esterni, mentre in mezzo il grande ex, Davide Di Gennaro, gestisce le operazioni in linea con Steffè. Davanti un terzetto pericolosissimo composto da bomber Bortolussi, Caturano e Russini. C’è pressione nella testa e nelle gambe dei gialli che subiscono la partenza del Cesena. I romagnoli per almeno una decina di minuti gestiscono il pallone a piacimento. Il Modena si applica in fase difensiva, ma non riesce a ripartire. La prima mezzora, comunque, è da affidare alle cosiddette “fasi di studio” perché non accade praticamente nulla se non la sostituzione di Maddaloni che, infortunato, cede il posto a Ciofi. Al 25’ colpo di testa fuori bersaglio di Pierini su un cross di Tulissi e, sempre da parte gialloblù, un bel tiro di Corradi che sfiora il palo. Al 30’ il Cesena segna, ma Bortolussi è in fuorigioco e l’arbitro Moriconi lo ferma ancor prima della conclusione vincente, ma inutile. La partita finalmente si accende e il Modena rischia grosso quando Russini innesca Bortolussi che elude l’uscita di Gagno salvato dalla traversa. Caturano stuzzica il portiere gialloblù poco dopo, poi è la Banda Mignani ad avere l’occasionissima. Fuga di Castiglia sulla sinistra e gran cross in mezzo all’area che coglie impreparata la difesa bianconera. Tulissi irrompe e stacca di testa all’altezza del dischetto, ma non angola bene la conclusione respinta d’istinto da Nardi. La palla resta a Tulissi per il tap in vincente, ma Nardi si immola e salva il Cesena. Un miracolo che fa il pari con quello di Gagno nel recupero su Bortolussi, un incubo per la difesa canarina.
Nella ripresa il copione rimane pressapoco uguale, il Modena prova ad alzarsi un po’ ma quando si tratta di far male è sempre il Cesena a prendere l’iniziativa. E lo fa con Collocolo che impegna Gagno da fuori. Mignani deve togliere Varutti, colpito duro, e inserisce Mignanelli. Al 61’ altro gol annullato per fuorigioco a Bortolussi, l’attaccante sempre presente, ma che diventa invisibile e letale quando entra in area. Di quelli canarini non c’è traccia e allora dentro Luppi per Scappini con Pierini che va a fare il centravanti. Al 74’ Bortolussi continua la sua partita contro la sfortuna e questa volta è il palo a negargli il gol. Dentro Spagnoli per Tulissi, Prezioso per Castiglia e Bearzotti per Pierini. Mignani ridisegna la squadra, ma il match scivola verso la fine senza squilli. Fino al 90’ quando suona la campanella: Mattioli lancia nell’area del Cesena, una deviazione di Spagnoli mette fuori gioco Longo che scivola e regala a Corradi un jolly clamoroso che la mezzala non spreca.—
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