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In azzurro dal 2020: per ora non è riuscito a dare la svolta

L.B.

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Sudafricano di Lichtenburg, nato il 29 luglio 1972, Petrus Francois Smith si forma nella Sand du Plessis High School come mediano d’apertura, per poi volare a Modena in quella che è stata la sua prima parentesi europea. Tra il 1996 e il 1998 le prime esperienze in patria con le maglie dei Griquas, dei Cheetahs e dei Bulls, poi di nuovo in Europa, in Galles, dove nel 1999 difende i colori del Newport. Nel 2001 torna in Italia, questa volta a Bologna, prima del passaggio a Treviso, dove in tre stagioni conquista due campionati e una Coppa Italia, chiudendo l’avventura da giocatore in Italia con 66 partite, 161 punti e 13 mete, oltre a 9 presenze e 23 punti con gli Springboks. Finita la carriera da giocatore, torna in Sudafrica per assumere il ruolo di allenatore in secondo dei Cheetahs, poi di nuovo l’Italia e Treviso, dove da allenatore del Benetton conquista altri due tricolori, una Coppa Italia e nel 2013 raggiunge un 7° posto in Celtic League (l’attuale Pro14). Nel 2016 diventa assistente di Allistar Coetzee nello staff degli Springboks e successivamente diventa guida tecnica dei Cheetahs vincendo due Currie Cup. Nell’estate 2019 la Federazione Italiana lo sceglie come allenatore dei trequarti nella Nazionale guidata da Conor O’Shea e, in seguito alle dimissioni di quest’ultimo, viene promosso capo allenatore a partire dal Sei Nazioni 2020. Il suo avvento purtroppo non ha ancora portato svolte, come dimostrato dal pessimo Sei Nazioni appena concluso. «Sono molto deluso per i risultati - ha detto Smith dopo il 52-10 in Scozia - e conscio di essere attualmente indietro, anche a livello mentale, rispetto alle altre, ma sono i ragazzi giusti per dare un futuro alla Nazionale».—



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