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Volley. superlega 

Due anni fa Zaytsev, ora Lavia: Modena e Lube, altro scontro

Fabio Rossi
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Fabio Rossi

Giovanni Guidetti aggiunge l’ennesimo capolavoro alla sua straordinaria carriera: il tecnico modenese, grazie a un match perfetto, chiuso con un perentorio 3-0 (25-13 25-15 25-15), ribalta il 2-3 subito all’andata a Istanbul e porta il Vakifbank Istanbul alle Superfinals di Champions League in programma sabato 1° maggio a Verona. Impossibile per Busto opporsi allo strapotere di Ognjenovic (altra ex modenese ai tempi Liu Jo) e compagne che portano così il Vakifbank per la settima volta nella sua storia (quattro finora i successi) all’atto conclusivo del trofeo più prestigioso in campo europeo.

NGAPETH E BEDNORZ

Record mondiale di durata nel settore maschile per la seconda sfida tra Zaksa Kedzierzyn e Zenit Kazan. In Russia avevano vinto i polacchi 3-2 dopo aver annullato cinque match ball agli avversari: in Polonia i ruoli si sono invertiti. Zaksa avanti 2-1, 23-21, ma costretto al quinto set, poi anche 14-13 e 15 -14 nel tie break. Uno strepitoso Mikhailov e un formidabile Ngapeth hanno però azzerato tutto chiudendo la partita 3-2, 20-18, cancellando sette palle qualificazione ai rivali. Non è stato però sufficiente ai russi, perché nel golden set lo Zaksa ha preso il largo (8-4) e si è salvato sul 15-13 strappando così un meritatissimo pass per le Superfinals, avendo eliminato nel turno precedente anche la Lube.

Nello Zenit bene Ngapeth (22 punti, 50% in attacco golden set escluso) mentre Bednorz (7 punti, 60% in attacco, ma 3 errori in ricezione) è uscito dopo tre set. Lo Zaksa affronterà nel grande sabato di Verona l’Itas Trentino che ha eliminato Perugia.

MILANO TRIONFA

Impresa dell’Allianz Milano nella finale di Challenge Cup: la squadra guidata da Roberto Piazza, ex coach di Modena, ha replicato il 3-2 della gara 1 a spese dei turchi dello Ziraat, stavolta ad Ankara, conquistando così il trofeo. Tra i vincitori, oltre a Piazza, anche gli ex Matteo Piano, Yuki Ishikawa, Tine Urnaut e il giovane modenese Matteo Meschiari. —



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