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Yuri Belli sogna l’Olimpiade «Ma devo vincere a Parigi»

Gabriele Farina
Yuri Belli sogna l’Olimpiade «Ma devo vincere a Parigi»

L’arciere classe 1996 di Castelfranco tesserato per l’Aquila Bianca Modena è tornato a gareggiare in azzurro: «In Francia sono in palio due pass per Tokyo» 

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Gabriele Farina

L’azzurro ritrovato, il sogno olimpico immutato. Yuri Belli vuole continuare a fare centro. La strada verso i Giochi di Tokyo 2021 è cosparsa di tante tappe. «C’è la carta olimpica da prendere - illustra l’atleta degli Arcieri Aquila Bianca - l’Italia ne ha diritto a due nel tiro con l’arco. Dobbiamo arrivare alla tappa di Parigi nella “Squadra A” azzurra e vincere il torneo francese per ottenere una carta olimpica». Una carta che Belli poteva ancora sognare quando esordì nel 2009 al torneo interregionale Città di Vignola, finendo secondo nella categoria Ragazzi. Dodici anni dopo, l’ultimo risultato dell’atleta classe 1996 è un nono posto al Gran Premio Europeo di Porec (Croazia). I 647 punti delle eliminatorie gli valgono il 36° posto. Ai 24esimi di finale, l’arciere della Nazionale supera 6-0 Yuriy Havelko. Al turno seguente (i 16esimi), Belli supera 6-5 (10-9) il francese Romain Fichet. Il percorso s’interrompe agli ottavi, in cui la spunta il tedesco Moritz Wieser (7-1). «Sono soddisfatto del nono posto - commenta l’azzurro - ero partito con una gara sottotono, poi negli scontri diretti sono riuscito ad avanzare. Dal 36esimo al nono posto sono 27 posizioni recuperate. Poi può sempre andare meglio». Il ritorno alle competizioni continentali con i colori della Nazionale è un traguardo e un punto di partenza: «Tornare a gareggiare in azzurro è bello - assicura l’atleta - ed è il motivo per cui ci impegniamo tutti i giorni. Da tre anni non prendevo parte a una gara internazionale con la maglia dell’Italia. Avevo iniziato un lavoro e non riuscivo a dedicare tutta la giornata al tiro con l’arco». Per allenarsi occorrono infatti tempo e dedizione: «Più o meno tiriamo dalle trecento alle cinquecento frecce al giorno - descrive Belli - quando ci avviciniamo alle gare ne tiriamo di meno con l’ottica di essere il più precisi possibile. Tre volte alla settimana facciamo anche allenamenti in palestra». Eppure, il vero allenamento non è fisico: «Bisogna allenarsi per evitare gli infortuni - aggiunge l’arciere - ma è la parte mentale che permette vada tutto nel modo giusto. A livello percentuale si potrebbe dire 80% mente e 20% fisico». L’obiettivo è riuscire a essere concentrato con la giusta tensione tra le corde: «In Croazia ci siamo divertiti molto con i compagni di squadra - spiega Belli - che hanno reso meno difficile le gare. Il vero divertimento è realizzare tanti “10”. Chi fa un bel gesto con un risultato mediocre assomiglia al centometrista che corre bene, ma non vince». L’arciere non ha dubbi sui consigli da dare ai giovani per appassionarsi al tiro con l’arco. «La dedizione e il sacrificio prima o poi danno risultati - conclude l’azzurro - ogni freccia è una gara con te stesso. Sperimenta e vedrai che non ti deluderà mai. In gara ci sei tu e il bersaglio. È una disciplina che aiuta molto a scaricarsi, socializzare e conoscere se stessi». —

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