«Ce lo hanno chiesto in tanti ma Berardi è una bandiera»
Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo, ha parlato di Domenico Berardi: “Ho provato una grande soddisfazione al gol di Domenico - ha dichiarato a Stadio - molti in passato nutrivano dei dubbi, mentre noi abbiamo sempre creduto ciecamente in lui. E’ un ragazzo eccezionale e le parole del patron Squinzi, che voleva farne un simbolo del Sassuolo, stanno diventando realtà. Sperano in una prova così e non vi nascondo che quando ha segnato, ho esultato. Berardi aveva fatto bene anche in precedenza con la Nazionale e in azzurro si sta confermando sui grandi livelli toccati in queste stagioni con il Sassuolo. E’ un campione e ora tutti se ne rendono conto". D’altronde basta guardare i numeri: 9 stagioni da pro, 283 presenze e 99 gol, mica poco per un esterno. E l’ad è convinto che Berardi potrà continuare a giocare con il Sassuolo e diventare la bandiera che Squinzi voleva: “La sua maturità è cresciuta anno dopo anno e ha acquisito sempre più continuità di rendimento. Ora è un uomo e questa maturazione in campo si vede. Margini di miglioramento ne ha ancora e, state certi, che di passi in avanti ne farà altri sotto tutti gli aspetti. Negli ultimi tempi lo hanno cercato Juventus, Inter e Roma ma con Domenico ci lega un rapporto speciale. E’ vero che ci sono state offerte per lui, ma abbiamo sempre concordato che la cosa migliore era andare avanti insieme. Berardi è diventato un calciatore simbolo del Sassuolo. Quando Magnanelli non gioca, indossa anche la fascia da capitano, cosa che avrebbe fatto un grande piacere a Squinzi, il suo primo tifoso. In un calcio dove non ci sono più bandiere, siamo orgogliosi che lui stia diventando la nostra".
Con l’Europeo alle porte è probabile che le big torneranno alla carica: “Alle implicazioni di mercato non penso. Spero solo che a giugno Berardi faccia grandi prestazioni con la Nazionale. L’idea comune è quella di continuare insieme questo percorso e non credo che le cose cambieranno tra tre mesi". Carnevali chiude con l’orgoglio per le maglie azzurre (“non capita a tutti i club di avere quattro convocati più altri tre ex”, il riferimento è a Pellegrini, Acerbi e Sensi) e con l’obiettivo per questo scorcio di stagione: “Mi aspetto un gran finale. La volontà è quella di disputare l’ennesimo campionato straordinario e arrivare dietro le prime sette, per noi equivale a vincere lo scudetto". —
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