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atletica e corsa campestre. il personaggio 

Giulia Cordazzo più forte di tutto: «Ora posso puntare in alto»

Andrea Lolli
Giulia Cordazzo più forte di tutto: «Ora posso puntare in alto»

Superati gli infortuni che l’hanno tormentata a lungo, la 19enne atleta della Fratellanza ha disputato una grande stagione culminata nel secondo posto al “Campaccio” 

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Andrea Lolli

Dai primi risultati importanti ai vertici del mezzofondo italiano Under 20 passando per un lungo stop, a causa di diversi problemi fisici, e il complicato lockdown della scorsa primavera. Ha affrontato un percorso ricco di salite e discese in questi anni Giulia Cordazzo, l’ultima giovane lanciata dalla Fratellanza sui grandi palcoscenici dell’atletica in pista ed anche nella corsa campestre. Modenese doc, classe 2002, la portacolori gialloblù ha chiuso la stagione invernale che l’ha consacrata con il prestigioso secondo posto nel cross corto dello storico Campaccio, una settimana dopo il quarto ai campionati italiani di specialità categoria Juniores. In precedenza per lei era arrivato il titolo regionale davanti alla piacentina Emma Casati, atleta già plurititolata e medagliata, ed anche la medaglia di bronzo alla Festa dell’Endurance lo scorso ottobre sui 1500 metri in pista. Una crescita sempre più evidente quella di Giulia soddisfatta, e non potrebbe essere diversamente, di questa ascesa: “Il bilancio della stagione è sicuramente positivo perché sono arrivati risultati inaspettati dato che quest’anno è stato davvero particolare vista la pandemia, ma anche perché ho avuto un piccolo infortunio che mi ha fatto saltare un mese di allenamento intorno alle vacanze di Natale. Sono contenta di aver potuto fare la stagione delle campestri a questo livello”. Gli infortuni, appunto, hanno bloccato la crescita di Cordazzo che, però, non si è mai data per vinta: “Sono rimasta ferma tutta l’estate 2019 poi ho ripreso ad allenarmi e dopo un mese ho avuto un altro problema ad un ginocchio. Superato quello ho disputato un paio di gare prima di fermarmi nuovamente per uno stiramento. Inoltre la scorsa primavera c’è stato anche il lockdown che non mi ha permesso di lavorare al meglio. Tanti problemi, ma ho sempre pensato che prima o poi sarebbero finiti e che il meglio doveva ancora venire”. E così è stato con le prime importanti soddisfazioni a coronamento di un percorso iniziato tanto tempo fa come racconta la stessa Giulia: “Sono all’ottavo anno di atletica, ho iniziato in prima media, ma subito l’ho preso davvero come un gioco ed un passatempo. Forse non mi impegnavo nemmeno tanto, poi ad un certo punto è scattato qualcosa: ho deciso di mettermi alla prova allenandomi al massimo e dopo poco ho capito che forse potevo davvero fare qualcosa in questo sport. A quel punto è stato tutto un percorso in salita, ma anche una bellissima esperienza”. A guidare l’atleta gialloblù è il tecnico Tiberio Muracchini, una delle tante colonne della Fratellanza con cui il rapporto è di grande sintonia e collaborazione: “Sono fiduciosa nel lavoro che stiamo portando avanti insieme e consapevole che ho ancora tanto da dare. Devo fare esperienza perché tante compagne e avversarie con cui gareggio hanno disputato più gare importanti di me, non posso fare altro che crescere ed imparare allenandomi tanto”. Mirino puntato su se stessa, ma anche uno sguardo alle grandi come esempio non solo dal punto di vista tecnico. Giulia, infatti, è rimasta affascinata dalla storia di Salwa Eid Naser, vincitrice dell’oro ai Mondiali di Doha nel 2019 sui 400 metri piani: “Mi ha appassionato tantissimo lei perché è un’atleta forse poco conosciuta fuori dall’ambiente, ma un grandissimo punto di riferimento per tutte le donne. E’ del Bahrein e da minorenne correva con calzamaglia e hijab, come da tradizione musulmana, poi ha deciso di scoprirsi e mostrarsi come preferisce, anche con alcuni tatuaggi. Credo sia un esempio di emancipazione femminile”. E guardando avanti gli obiettivi sono ben chiari e definiti per il futuro prossimo: “Ora proverò a cimentarmi sui 3000 e forse anche sui 5000, come percorso di crescita abbiamo pensato di iniziare ad allungare le distanze ed è stata una scelta che è arrivata spontanea. Poi, magari, spero anche di migliorarmi sulle mie gare come ad esempio i 1500 metri, sarebbe bellissimo realizzare un record societario”. —

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