Finale folle e un rigore farsa, beffa atroce per il Carpi al 95’
Successo in mano, De Cenco manca il tris personale e sul ribaltamento di fronte la Virtus Verona agguanta il 2-2
Fabio Garagnani
carpi.Una gestione sciagurata degli ultimi istanti di gioco popola di fantasmi lo spogliatoio del Carpi, ora a soli quattro punti dalla zona playout. Succede tutto negli inspiegabili sette minuti di recupero, quando i ragazzi di Pochesci sono tutti chiusi nella loro metà campo per difendere il 2-1 firmato da una doppietta di De Cenco. Ma è proprio il centravanti di origini brasiliani a sprecare la palla del 3-1 lanciato in contropiede tutto solo davanti a Giacomel, che poi respinge anche il tentativo di Martorelli. Sul ribaltamento, la Virtus trova un rigore che vede solo la giacchetta nera. E’ il definitivo 2-2, risultato giusto per quanto visto in campo in una partita in cui sono stati soprattutto gli ospiti a mantenere il controllo del gioco, ma nella quale era stato solo il Carpi ad assaggiare il gusto della vittoria
LA PARTITA DELLA VITA
Che la serata del Cabassi sia uno snodo vitale del campionato biancorosso è ben chiaro già prima del fischio iniziale, e per la precisione da quando all’orecchio dei ragazzi di Pochesci è giunta la notizia della sorprendente vittoria del Legnago a Cesena, che riduce a tre i punti di vantaggio sulla zona play-out. A scacciare i fantasmi ci prova De Cenco già dopo quattro minuti di gioco, saltando più alto di tutti sul corner battuto da Ghion e infilando da due passi, complici il portiere Giacomel e Visentin che vanno a farfalle. In vantaggio al primo tiro in porta, il Carpi cede il controllo alla Virtus che con pazienza e palla a terra sa avvicinarsi con facilità all’area avversaria. Due volte ci pensa Rossi, in campo a causa del problema all’anca riscontrato a Pozzi in mattinata. Il portiere è reattivo su Lonardo dai venti metri, e ancora sulla conclusione di Pittarello che passa in mezzo alle gambe di Gozzi ed Eleuteri. Il pareggio è nell’aria e arriva al 28’: Danti crossa dalla trequarti sugli sviluppi di un corner, la palla è spizzata al centro dell’area e arriva comoda comoda sulla testa di Pittarello sfuggito alla marcatura di Eleuteri. Da due passi infila. I padroni di casa impiegano un pio’ per trovare la reazione che si esaurisce in un cross di Giovannini dall’out destro, e in un paio di azioni personali di Lomolino sempre murata dalla difesa veronese.
SCIAGURATO RECUPERO
Al rientro in campo il canovaccio sembra lo stesso del primo tempo, ma la Virtus ora è meno pericolosa e il Carpi ritrova il vantaggio su un calcio da fermo: al 21’ De Sena batte una punizione da posizione laterale, De Cenco la tocca col tacco e un’ulteriore deviazione di Daffara mette fuori gioco Giacomel. Un tiro di Daffara a lato di pochissimo spinge mister Pochesci ad inserire Bellini per De Sena e a passare al 3-5-2, nel quale trovano spazio anche Bayeye al posto di Eleuteri e Ceijas al posto di Ghion, vittima di crampi. Con lo scorrere delle lancette, il Carpi arretra sempre più il baricentro lasciando campo alla Virtus che nei sette minuti di recupero concessi si getta all’assalto. Lascia anche praterie, e in queste si incunea De Cenco al 49’, ma solo davanti a Giacomel non riesce neppure a tirare in porta. Sulla palla sporca che torna al centro dell’area si avventa Martorelli ma Giacomel recupera e para. Sul ribaltamento, Scazzola si divincola in area tra Venturi e Gozzi, cade a terra senza contatti ma l’arbitro segna il dischetto. Forse per un tocco di mano di Venturi. Danti è freddo e fissa il risultato sul pareggio. —
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