Gazzetta di Modena

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Una Leo Shoes ’giovane’ parte con un ko (2-3)

Fabio Rossi

Sanguinetti, Bossi e Rinaldi, 23 punti, nel sestetto iniziale Modena va 2-1, poi 11-8 nel tie break, ma cede a Ravenna

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Fabio Rossi

Premessa: in campo tutti danno il massimo, per oltre due ore, quindi massimo rispetto, dovuto e doveroso, per il modo in cui i protagonisti interpretano la gara. Detto questo, però, va poi subito sottolineato che sarà difficile arrivare belli carichi alla fine di questi playoff per la Challenge Cup, al tempo stesso gran bella vetrina per i giovani, ma anche punizione molto, molto e una volta ancora “molto” severa per chi è uscito dai playoff troppo presto, cioè nei quarti di finale. Resa forse l’idea dello spettacolo andato in scena al PalaPanini, non resta che mettere a fuoco personaggi e interpreti di una partita che di certo non passerà alla storia della pallavolo, né di Modena, né tantomeno di Ravenna. Poco ma sicuro.

La ricorderà forse Tommaso Rinaldi, invocato da tifosi e addetti ai lavori e schierato da Giani nella formazione di partenza. Per lui un bottino da campioncino, 23 punti, 20 su 30 in attacco, 67%, quindi bravo Tommy: l’ace subito sul 17-18 del quinto set che dà la vittoria agli ospiti è forse l’unico neo su una prestazione degna di un veterano per carattere e qualità offensiva. Il ragazzo di certo si farà, non ci sono dubbi e sarebbe stato l’ ”mvp” certo del match se dall’altra parte della rete un altro “ragazzo” speciale”, Francesco Recine non avesse deciso di trascinare i compagni alla prima vittoria stagionale sulla Leo Shoes dopo quattro sconfitte. Il “figlio del Cisko”, numero 9 come il padre nella Panini, si è preso la ribalta assoluta con 26 punti, di cui 22 in attacco, 46%, e 4 muri, fondamentali, lui che proprio un gigante non è. Cosa raccontare ancora di un lungo, estenuante pomeriggio al PalaPanini? Che se ci fosse stato il pubblico, solo per la presenza si sarebbe meritato un voucher da spendere per una partita nella stagione successiva con Bruninho, Ngapeth e Leal. Infine, e meno male, vien quasi da dire, ci hanno pensato ancora loro i due coach a mettere un po’ di sale su questa maratona: era già accaduto in gara 1 dei playoff scudetto, è successo di nuovo. Sull’1-1, 10-7 nel terzo set Marco Bonitta e Andrea Giani sono stati protagonisti di un acceso scambio di opinioni sotto rete. Risultato: cartellino giallo al Giangio, giallo e rosso uniti al coach ravennate, espulso quindi per un set per rientrare poi nel quarto e portare alla vittoria i romagnoli nel tie break.

CAPITOLO GIOVANI

Erano attesi alla prova dopo le dichiarazioni di intenti di Modena di voler dare loro spazio: Sanguinetti e Bossi i loro muri li hanno messi a referto, cinque, di Rinaldi si è detto, solito applausone per Paolo Porro, che d’ora in poi chiameremo Harry Potter per la tranquillità con cui confeziona magie in battuta (2 ace): per lui anche la soddisfazione di chiudere il terzo set in prima linea da regista. Buchegger, che rientra nella categoria panchinari non utilizzati, ha lasciato meno il segno dei ragazzini, con Mazorra che non ha trovato spazio a referto nemmeno in questa occasione, confinato in tribuna ad un malinconico ruolo di spettatore.

MERITI ALTRUI

Se la Leo Shoes scrive nella colonna punti della classifica solo “1” il merito è anche di una tignosa Ravenna, irriducibile nonostante Pinali lasciato in panchina per l’intero match e sostituito, così-così da Stefani, senza Loeppky, rientrato in Canada, ma con il solito eccellente Redwitz in cabina di regia e un ottimo Mengozzi.

numeri

Primo set caratterizzato dallo 0-5 iniziale, un gap che la Leo Shoes va vicinissima a colmare, senza però riuscirci (23-25). Modena è poi brava a reagire a pareggiare (25-23) e a dominare il terzo parziale (25-14). Sul 2-1, 20-20, però, la Consar infila un break di 5-0 con Batak e Mengozzi e strappa il tie break (25-20) dove punisce una Modena capace di staccarsi fino all’11-8, ma incapace di chiudere l’incontro nonostante un paio di match ball. Sul 18-17 Consar, un servizio flot di Zonca su Rinaldi mandava tutti negli spogliatoi. Pazienza e coraggio ,ancora sei match, poi inizierà un’altra storia. —



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